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Le Ong chiedono soldi all'Italia: "Risarciteci i danni"

Francesco Forgione

“I vandali che hanno distrutto la nave Iuventa devono pagare". Questa è, come riportato da “Libero”, la richiesta dei quattro membri dell’equipaggio che, insieme ad altre 12 Ong, con una denuncia congiunta chiedono il risarcimento dei danni. L’imbarcazione tedesca era stata sequestrata dalle autorità italiane nel 2017 e i quattro membri dell’equipaggio sono da anni sotto processo a Trapani con l’accusa di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». La nave, dopo 6 anni di custodia nel porto di Trapani, si è deteriorata ed è stata vandalizzata. L’organizzazione umanitaria proprietaria di Iuventa è stata affiancata nella denuncia da altre 12 organizzazioni: Sea Watch, Borderline-Europe, Sos Humanity, Mediterranea, Louise Michel, United4Rescue, Mission Lifeline, Mare-GO, Sea Punks, Alarm Phone, R42-sailtraining UG e ResQ. “La flotta civile si unisce all’equipaggio nel presentare una denuncia penale per chiamare a rispondere i responsabili della distruzione della nave di soccorso sotto custodia italiana”, si legge nell’esposto pervenuto alle autorità italiane. I lunghi tempi della procedura processuale hanno contribuito alla rovina della Iuventa, esposta per anni alle intemperie senza manutenzione.

 

 

 

Dariush Beigui di Iuventa-Crew ha dichiarato: “Riterremo responsabili coloro che distruggono le risorse di soccorso che sono urgentemente necessarie ai confini dell’Europa, impedendo il salvataggio di migliaia di vite. Questo è l’obiettivo della nostra azione congiunta, in cui siamo uniti come attori della società civile”. I membri di Iuventa, ancora sotto accusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina si difendono così: “La difesa smonta ogni accusa come falsa e infondata. Il sequestro della nostra nave non ha avuto lo scopo di prevenire alcun reato penale. L’obiettivo era quello di limitare i diritti umani fondamentali, come il diritto alla vita e all'integrità fisica delle persone in movimento. Il successivo abbandono e distruzione della nave di soccorso conferma la volontà delle autorità italiane di minare la capacità di soccorso della flotta civile”. Le parole di Sascha Girke, componente dell’equipaggio sono durissime verso le istituzioni italiane: “Dall’inizio del 2023, dodici navi sono state sequestrate in Italia e nello stesso periodo, più di 2.300 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Misure come il sequestro e la detenzione fanno parte di una pratica sistematica in Italia per ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso dei civili”. Ed ecco che i membri di Iuventa da imputati sono passati al contrattacco.