L'affondo

Enrico Mentana durissimo: "In Russia sareste in galera", con chi ce l'ha

Attraverso un lungo post sui suoi profili social ufficiali, Enrico Mentana è tornato a fare il punto sulla guerra in Ucraina e sulla posizione di Mosca. Mentre le forze di Kiev avanzano nel Donbass, è arrivato il via libera di Joe Biden all'invio di bombe a grappolo. La notizia di oggi del nuovo pacchetto di aiuti militari proveniente dal Pentagono è stata presto seguita da uno sfogo del direttore del Tg di La7. Secondo quanto affermato dal giornalista, la difesa dell'Ucraina è un dovere. Chi si definisce neutrale o, anzi, si oppone alla scelta di dare sostegno al presidente Zelensky, stando alle dichiarazioni di Mentana, l'unica cosa che "rischia" è un'ospitata in televisione.

 

 

"500 giorni da quando le forze russe hanno attaccato l'Ucraina, bombardando le sue città, occupando le sue regioni orientali, e marciando anche su quelle occidentali, distruggendo le sue infrastrutture, uccidendo, stuprando, rubando. Volevano indurre alla fuga il capo di quel paese, e ne hanno fatto un leader. Volevano strangolare la capitale, e si sono dovuti ritirare lasciando l'abominio di Bucha e altre cittadine. Volevano mettere il mondo di fronte al fatto compiuto, e ora non riescono neanche a gestire la rivolta dei loro stessi mercenari. La guerra lampo di Putin, la "operazione militare speciale" ora si è fatta contendibile": così, attraverso frasi dirette, affidate ai social network, Enrico Mentana è tornato sul conflitto russo-ucraino.

 

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Quindi il direttore del Tg di La7 ha preso le difese dell'Europa e, in particolare, di tutti quei Paesi che hanno supportato concretamente l'Ucraina: "L'Europa da subito ha sostenuto chi difendeva il proprio territorio contro l'invasore, e lo fa ancora, con coerenza. E con le armi, certo: senza, oggi l'Ucraina non ci sarebbe più". La conclusione al post è una stoccata diretta agli oppositori e a chi, costantemente, fa il tifo per Vladimir Putin: "È quel che conta, anche in presenza di frange di indisponibili, da tenerci care: qui le opinioni diverse al massimo portano in tv, in Russia in carcere. Se si arriverà alla liberazione dell'Ucraina, sarà grazie all'eroismo di un popolo e all'aiuto che tanti paesi gli hanno dato, tra cui il nostro. Con buona pace - e sottolineo pace - di chi tifa per l'invasore, di chi predica la neutralità, di chi pretende che siano 'fatti loro'", ha scritto il giornalista.