L'aaria che tira

L'aria che tira, il prof Prodi fa impazzire tutti: "Bufala sul clima". Rivolta in studio

Mentre l'emergenza maltempo si abbatte sull'Emilia-Romagna ci si interroga su un clima che sembra fuori controllo e sugli eventi estremi che, complice la mano dell'uomo, mettono in ginocchio sempre più frequentemente l'Italia. Il climatologo e fisico dell'atmosfera Franco Prodi, tra l'altro fratello dell'ex premier Romano, è un luminare in materia ma le sue posizioni sono in contrasto con quelle in auge in ambito scientifico. Il professore ne ha parlato nella puntata di giovedì 18 maggio de L'aria che tira, il programma condotto da Myrta Merlino su La7, provocando un putiferio tra gli ospiti. 

 

Il dato che vuole che per il 98 per cento il surriscaldamento del globo è colpa dell'uomo "è una bufala", esordisce Prodi che argomenta: "La percentuale non è calcolabile con le conoscenze attuali del sistema fisico-climatico. Non nego una influenza antropica, la stessa microfisica delle nubi è cambiata per le emissioni, ma l'attività umana industriale ha due secoli di storia, come i record da strumenti". Insomma, calcoliamo con accuratezza dati come la temperatura globale più o meno dallo stesso tempo in cui l'uomo ha iniziato a produrre emissioni inquinanti e quindi non è possibile stabilire con certezza l'influenza antropica sul riscaldamento che, spiega il prof, è legato a equilibri astronomici in relazione, per esempio, al sole. 

 

L'ecoattivista Miriam Tinto di Ultima generazione, in collegamento, mostra allora un cartello di protesta scritto mentre Prodi argomentava: "Muore la gente e ancora neghiamo la crisi climatica". "È un po' più complicato quello che afferma il professore", dice allora Merlino.  Ma le posizioni del professore fanno saltare sulla sedia anche il fisico e divulgatore scientifico Valerio Rossi Albertini, che da anni mette in guardia sugli effetti dei gas serra sul clima e sugli eventi meteorologici estremi che sempre più di frequente si verificano in Italia.

 

In particolare contesta l'affermazione che il dato che il 98 per cento del riscaldamento climatico è colpa dell'uomo. Sono dati prodotti in ambito Onu, spiega Rossi Albertini, e per questo super partes. Per Prodi questo è parte del problema, perché gli esperti ascoltati dalle Nazioni unite sono quelli espressi dai governi, quindi indicati dalla politica. Il prof fa poi arrabbiare definitivamente Rossi Albertini quando afferma che dall'alto delle sue credenziali e del suo curriculum scientifico non parla con i "divulgatori".