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Non è l’Arena, “libertà non scontata”. Lerner preoccupato da Meloni: "Ritorno della destra destra”

Gad Lerner, conduttore televisivo e giornalista de Il Fatto Quotidiano, è ospite dell’edizione del 2 ottobre di Non è l’Arena e commenta nel talk show condotto da Massimo Giletti su La7 il risultato delle elezioni del 25 settembre che hanno visto la vittoria del centrodestra: “Io non vedo sovreccitazione, è passata liscia una vittoria annunciata ed è però un passaggio storico. Se volete vedermi con l’anello al naso, retrogrado, ossessionato che grida al ritorno del fascismo fate pure, è una caricatura grottesca, ma in giro ne ho visti pochi così. Ma per favore non negatemi che è un passaggio storico il ritorno della destra destra al governo, un ritorno da protagonisti con quel passato. Il post-fascismo è un fatto. Meloni si offende se le dici che è di centrodestra, non ha bisogno di prefissi e attenuazioni, è destra destra e ha dentro quella componente. C’è una parte del suo partito che deve rispettare e non può eliminare”. 

 

 

“Ci possono essere rischi per la democrazia” la domanda rivolta da Giletti al suo ospite, che replica così sul futuro governo: “Guardiamoci intorno per il mondo, vedi Brasile, Usa e Russia. Mosca è la capitale del fascismo mondiale attualmente, il discorso di Putin era etno-nazionalista, che riprendeva tutte le tematiche classiche del fascismo, compreso l’argomento su genitore 1 e genitore 2. Perché l’Italia - conclude Lerner - sarebbe l’unica isola felice dove la libertà è data per scontata in eterno?”.