fermare escalation

L’Aria che Tira, Gianni Alemanno vuole la pace a tutti i costi e punge Volodymyr Zelensky: “Deve fare uno sforzo”

Non è soltanto la Russia a fare delle concessioni per arrivare ad una pace in Ucraina. Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, è ospite della puntata del 21 maggio de L’Aria che Tira, il talk show di La7 condotto da Francesco Magnani, e chiede che si faccia di tutto per deporre le armi: “L'autodeterminazione dei popoli è un problema europeo, diffuso in tutto il continente. Abbiamo un problema in Catalogna, in Irlanda del Nord, in Scozia, nel Donbass. Credo che non possiamo continuare ad ignorare totalmente questi problemi, ci dobbiamo confrontare. Vogliamo fare il referendum in Alto-Adige? Facciamolo pure in Istria e Dalmazia, che sono state decurtate dal territorio italiano, che ci fece molto soffrire e ci fu imposto per la logica del diritto internazionale. Il problema di fondo è che gli ucraini, che devono essere rispettati fino in fondo nei loro diritti, devono accettare gli sforzi per fermare l’escalation. Loro chiedono di essere aiutati con le armi e quindi devono accettare che anche noi abbiamo voce in capitolo per fermare una guerra che si deve fermare”. 

 

 

“L’escalation - prosegue Alemanno - è terrificante, Vladimir Putin ha utilizzato il 20-25% del suo potenziale bellico, vogliamo arrivare al 100%? Vogliamo fare una guerra nucleare? Dove vogliamo arrivare. Bisogna fare il massimo sforzo per fermare l’escalation. Bisogna avere una posizione negoziale chiara, l’Europa non fa chiarezza sulla contestualità tra cessate il fuoco e cessate l’invio di armi, ancora non si è detto questo”. Magnani chiede quindi ad Alemanno: “Non è che con questa linea si cede all’arroganza e alla prepotenza militare di Putin?”. “No, no, non si cede, ma si prova a seguire questa strada, anche ascoltando Papa Francesco e quello che dice sull’abbaiare della Nato ai confini della Russia. Questi elementi ci devono portare a fare il massimo possibile per trovare una strada di pace, poi non si troverà e ne prenderemo atto, ma proviamoci!” ribatte Alemanno.