l’editoriale di Capezzone

Capezzone: sic transit gloria Sigfridi. La rivolta dei privilegiati. Vittoria de Il Tempo

Daniele Capezzone

La giornata di ieri ci ha consegnato tre notizie una più succosa dell’altra. La prima. Sigfrido Ranucci esce di scena, e lo fa da par suo: senza stile, senza classe, con un ultimo sbocco di veleno contro una parte della sua stessa redazione, bollata come «cavalli di Troia», e perfino contro Giulia Presutti che pure aveva lavorato con lui. Pensa che capo generoso e che ambientino solidale. La seconda. Una volta comunicata dalla Rai la scelta dei due nuovi conduttori, si è registrata la rivolta sguaiata degli inviati-faraoni, dei volti più pagati e privilegiati di Report, che hanno qualificato come «inaccettabile» e «irricevibile» la decisione dell’azienda. Ma cosa pretendevano? Di stabilire loro tutto? Pensavano che il soviet di Report potesse decidere da sé come un’entità separata? E adesso minacciano di andarsene? Molto bene, chiamino un taxi e vadano. I contribuenti risparmieranno un po’ di soldi.

 

 

La terza. I giornali servono ancora. Il nostro quotidiano (possiamo dirlo, visto il fiele che Ranucci e i suoi ci hanno riservato) è stato magna pars di una campagna di trasparenza senza precedenti. È stato Il Tempo, con «Reportopoli», a svelare i costi faraonici della trasmissione (pur indicando il lordo, il netto, e ogni altra precisazione utile: ma sempre di una barca di soldi si trattava). È stato Il Tempo a segnalare gli incarichi in svariate istituzioni della Repubblica del fratello di Sigfrido Ranucci: tutto regolare, per carità, ma la notizia c’era ed era clamorosa. È stato Il Tempo, a due riprese, a pubblicare le denunce di due donne giornaliste sui comportamenti inappropriati di Ranucci nei loro confronti, mentre chiedevano lavoro. È stato Il Tempo, numeri alla mano, a raccontare come Report abbia cambiato pelle negli anni: da trasmissione di inchiesta a martello unidirezionale contro il governo di centrodestra. Ed è stato ancora Il Tempo a segnalare 13 clamorosi casi di flop di Report, con persone o aziende aggredite senza ragione. Non l’aveva mai fatto nessuno? Una ragione di più per farlo noi. Ne siamo orgogliosi e lo rivendichiamo. Ranucci ci insulta? Per noi una medaglia conquistata sul campo. Non smetteremo di dare battaglia.