Una proposta alla Lega: priorità assoluta "meno tasse al ceto medio"
Credo di conoscere la fatica e le durezze della politica. E dunque rispetto profondamente il momento delicato che sta vivendo il più antico partito italiano tra quelli oggi in campo, la Lega.
Intendiamoci. In tutte le situazioni (maggioranza o opposizione, partito in crescita oppure in crisi di consenso), è tremendamente difficile sia gestire le responsabilità di guida di una forza politica sia quelle di minoranza interna.
A un capo, a un segretario, spetta il compito, davanti a una grave difficoltà, anzi perfino a un rischio esistenziale per il suo partito, di cercare uno sbocco positivo, una evoluzione creativa, una nuova battaglia che sappia muovere ed emozionare, e quindi - per così dire - sciogliere le difficoltà esistenti nel fuoco di una nuova impresa aggregante.
Sigfrido & famiglia. Uno racconta, l’altro archivia: fratelli #Ranucci «al lavoro»
— IL TEMPO (@tempoweb) August 22, 2026
Una proposta della Lega: priorità assoluta «meno tasse al ceto medio»
Lazio, perché il Flaminio è un caso tutto in salita
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Ma responsabilità non meno rilevanti spettano a chi- in una certa fase- si ritiene minoranza nel partito. Non ci si può limitare a una conflittualità sterile, a un rumore di fondo indistinto. Delle due l’una: o si esplicita un progetto e una leadership alternativa (cosa che gli interessati non hanno saputo o voluto fare nell’ultimo congresso) oppure ci si adopera in modo costruttivo, con suggerimenti e iniziative a supporto del leader. Il resto, anche se con le migliori intenzioni, rischia di avere effetti di oggettiva disarticolazione.
Anche perché - è bene ricordarlo - Matteo Salvini avrà indubbiamente commesso i suoi errori, ma sono stati gli altri, i malpancisti di oggi, a spingerlo a sostenere il governo tecnico Draghi, periodo in cui oggettivamente si è registrata la più devastante erosione di consensi per la Lega.
Fossimo nei panni di Salvini, con spirito «construens», prenderemmo in seria considerazione l'ipotesi intelligente avanzata dall'assessore regionale lombardo Guido Guidesi, che gli ha proposto una sorta di azzeramento degli incarichi del partito, tranne ovviamente il segretario che è il legittimo vincitore del congresso. In questo modo resterebbe nelle mani di Salvini la possibilità di rimodellare la squadra della Lega in vista della campagna elettorale, valorizzando i meritevoli e i forti ovunque siano collocati nelle diverse aree e sensibilità del movimento.
A quel punto si tratterebbe di fare la cosa più importante, e cioè selezionare non dieci, non sette, non quattro, ma due- ripeto: due- temi per la campagna elettorale.
Ioda qui ne suggerisco uno, quello dell'abbassamento delle tasse per il ceto medio. C’è un’immensa Italia (non solo a Nord) del privato, degli autonomi, delle partite Iva, che non chiede altro.
Il governo Meloni ha meritoriamente abbassato le tasse alle fasce più basse, ma ora è il momento del popolo dei 50-60-70 mila euro lordi annui. Sono persone che da molti decenni non ricevono nulla. Mai una carezza dallo Stato, solo bacchettate.
Il primo movimento politico che alzerà questa bandiera e agirà credibilmente in modo conseguente sarà premiato. Chi vorrà farlo?
In bocca al lupo.
Ps Se potessi, invece, sconsiglierei operazioni (per mentalità) concorrenziali con i grillini, volte a tassare banche o assicurazioni o altri «cattivi» su cui costruire una campagna di comunicazione che inevitabilmente - come suono, come «sound» - mi pare più adatta ai populisti di sinistra.
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