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Cara Elly, si va verso il remake de "L'assassinio sull'Orient Express"

Daniele Capezzone
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Gentile Elly Schlein, si fidi di noi. Qui a Il Tempo siamo certamente suoi avversari, ma siamo persone leali e giochiamo sempre a carte scoperte. Mica come quelli che la circondano, la blandiscono, la baciano, le sorridono, ma si preparano inesorabilmente a pugnalarla.

Prenda quel gran volpone di Goffredo Bettini: fa il pontiere con Giuseppe Conte per costruire la coalizione, e lei dirà che è cosa buona e giusta per il futuro del centrosinistra. Vero. Ma lei è sicura che poi, al momento decisivo, Bettini non punterà per realismo su Conte a Palazzo Chigi, anziché sostenere lei come candidata premier?

 

 

Guardi Paolo Mieli. Ieri sul Corriere, morbido e avvolgente come un boa constrictor, le ha regalato un caldo abbraccio. Direi un abbraccio stringente, sempre nel senso del boa. La ha fatto tanti complimenti, le ha detto che è giovane e ha un gran futuro. Ah sì?

Ma subito dopo ha aggiunto che lei stavolta dovrebbe cedere il passo a Giuseppe Conte per sfidare Giorgia Meloni.

E non finisce qui. Ha presente tutti i vecchi capi del Pd, gli eterni ministri, da Franceschini a Gentiloni passando per un’altra dozzina di grisaglie?

È ovvio che avrebbero più chances (e più posti) per tornare a fare i ministri con Conte premier, invece che con lei.
Stesso discorso per il Quirinale. Potrebbero dire nel 2029: caro Conte, tu stai a Palazzo Chigi, e al Colle più alto deve andare uno di noi. È una sceneggiatura già scritta nelle loro teste e nei loro cuori.

Morale: è come «Assassinio sull’Orient Express» di Agatha Christie: tutti, su quel treno, avevano la loro ragione per dare una coltellata in più alla vittima designata. Nel romanzo, per la cronaca, le coltellate furono dodici.

E allora, cara Elly, dia retta a noi. Faccia una telefonata a Giorgia Meloni, accordatevi su una legge elettorale che consenta allo schieramento vincente di avere una maggioranza, e poi giocatevela in modo leale tra centrodestra e centrosinistra. A Palazzo Chigi rivada Giorgia, come auspichiamo qui, oppure ci vada lei, se vincerà le elezioni. Non si faccia intortare dai vecchi marpioni. Cordialità.

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