Rilanciare o subire l'assedio giudiziario. Idee per combattere
In Italia essere buoni profeti è maledettamente facile: per azzeccare il pronostico, è sufficiente prevedere il peggio. E così, dopo neanche quattro giorni dal referendum, il toga -party è ripartito alla grande, come avevamo largamente anticipato. Non importa come finiranno le inchieste: l’essenziale era sparare subito il primo colpo per dare l’idea della riapertura della «caccia». A maggior ragione, dal punto di vista del centrodestra, occorre rilanciare sulle idee e i programmi.
Qui siamo molto orgogliosi, nel nostro piccolo, di quello che Il Tempo sta facendo grazie a una redazione fantastica e a un ventaglio di commentatori e analisti intelligenti e generosi, che vanno ringraziati a uno a uno. Informazione quotidiana controcorrente, inchieste accurate (ricordate a dicembre i nostri riflettori sulla stazione Termini?), esclusive internazionali (dall’erede dello Scià all’ex capo del Mossad), e campagne preveggenti (dall’Iran al Venezuela passando per Cuba, i nostri lettori sono arrivati sempre con almeno un giro di vantaggio).
Ora, nel momento più delicato per il governo e per il centrodestra, ci siamo ritagliati un ruolo da officina delle idee, da «think tank su carta». Da giorni, infatti, abbiamo chiesto alle migliori intelligenze dell’area liberale e conservatrice di contribuire a delineare una possibile strategia di uscita dall’impasse determinata dal brutto risultato del referendum. Le crisi (vale nella vita personale come in quella pubblica) possono diventare opportunità, se ci si sforza di trarre dal male un bene. Ex malo bonum, appunto.
E allora eccoci ai nodi che abbiamo individuato. Meno tasse, in particolare per il ceto medio: oggi il nostro Filippo Caleri spiega bene il cuore del problema, che riguarda proprio la base elettorale di centrodestra. Più soldi in busta paga, con Paolo Reboani che spiega come proprio la contrattazione decentrata, territoriale e aziendale, possa essere la leva per tirar su i salari. E meno immigrazione, con un successo notevolissimo che la linea del governo italiano ha colto in Europa, e che ora può tradursi (mentre gli sbarchi sono calatidi oltre il 30% rispetto all’anno scorso) in una raffica di rimpatri, speriamo non sabotata dalla solita magistratura: ne abbiamo parlato con Carlo Fidanza in un’intervista che trovate stamattina. Il centrodestra deve superare questo comprensibile momento di sbandamento. Ha nemici potenti, ma ha pure degli elettori che non deve deludere. È l’ora di combattere.
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