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Capezzone: modi e toni del No confermano che occorre votare Sì al referendum

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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Un’antica regola di saggezza suggerisce che il passato prefigura il futuro, e che i nostri comportamenti di ieri preannunciano ciò che faremo domani. Per carità, le svolte esistono, ma difficilmente modificano gli istinti profondi di una persona: chi ha un’indole intollerante non la abbandonerà, e chi ha attitudine alla falsificazione tenderà a mantenerla. Perché questo pistolotto psicopolitico? Perché i toni e i modi della campagna del No dovrebbero suggerire, in queste due settimane di volata finale, una grande mobilitazione a favore del Sì al referendum sulla giustizia. Sono stati proprio i magistrati, quelli che per definizione dovrebbero cercare la verità, i più scatenati. Cito fior da fiore, perché, presi come siamo da mille cose, tendiamo a dimenticare.

 

 

Uno dei leader dell’Anm, dopo i fatti di Minneapolis, ha accostato in un post social (poi frettolosamente cancellato) la riforma della giustizia agli «omicidi di Stato», come se dopo un eventuale Sì la polizia potesse andare in giro a sparare per strada. Un altro dei capi del No ha dapprima inventato in tv un’intervista inesistente di Giovanni Falcone, e poi ha qualificato come mafiosi (oltre che come massoni deviati e non so più cos’altro) i sostenitori del Sì. Ancora: le città italiane sono state tappezzate di manifesti contenenti grossolani falsi, poi ripetuti in tv in modo martellante, e cioè l’idea di una magistratura sottomessa all’esecutivo. Tutto ovviamente farlocco: nella riforma non c’è una virgola su questo.

 

 

Almeno sono stati più sinceri Goffredo Bettini e Stefano Bonaccini. Il primo aveva lasciato intendere di essere favorevole alla separazione delle carriere, ma poi ha comunicato che non voleva far intestare a Giorgia Meloni una vittoria. Il secondo ha preso le distanze dalle infelici espressioni di Gratteri, ma poi ha spiegato che col No si infliggerebbe alla destra una prima sconfitta. I comunisti non cambiano mai. Quando parlano, mentono. Quando tacciono, nascondono. Quando governano, prendono tutto. Quando si oppongono, vogliono distruggere tutto. Non diamogli soddisfazioni che non meritano.

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