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Ascoltare e incoraggiare il Sì di sinistra

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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Amici lettori, il mio potrà sembrarvi (ma solo a prima vista) un invito inconsueto, forse perfino bizzarro. E invece no: mi permetto di sollecitarvi a incoraggiare i vostri amici e conoscenti di sinistra intenzionati a votare Sì al prossimo referendum sulla giustizia. E perché mai, vidomanderete voi: mica si tratta di specie da proteggere come la foca monaca. E infatti non lo sono: anzi, fortunatamente parliamo di un numero molto rilevante di italiani. E tuttavia, ecco il punto, si tratta di nostri concittadini a loro modo oggetto di una sorta di «intimidazione».

Immaginate se una persona di sinistra, con amici della stessa opinione, in una cena, in una riunione, o anche in una conversazione di ufficio, osa dire che è orientata per il Sì. Apriti cielo: il poveretto sarà aggredito dal piddino di stretta osservanza, dal lettore compulsivo di Repubblica o del Fatto, dal telespettatore che si abbevera alle fontiGruber&Formigli. Sarà presentato come un traditore, un servo occulto della Meloni, un rinnegato, un lebbroso da isolare, un sabotatore delle sorti del progressismo.

 

 

Ecco, questa è l’operazione che stanno realizzando la sinistra politica e quella mediatica: intimidire e ridurre al silenzio gli uomini e le donne di sinistra che tuttavia vorrebbero esprimere un voto garantista e per una buona riforma.

Noi, da questo lato, conosciamo bene quel meccanismo intimidatorio. Quante volte da trent’anni, alla vigilia di un’elezione, siamo tutti stati aggrediti per la nostra intenzione di votareBerlusconi o Salvini o Meloni?

Basta moltiplicare per due la virulenza di quegli attacchi, calcolando il sovrappiù di veemenza riservato ai presunti traditori, e avrete un’idea del coraggio che si richiede a tanti progressisti da qui al 22-23 marzo.

Sono talmente spaventati che ti confessano di votare Sì con l’aria di chi ti svela un segreto intimo e pericoloso.

Contro questo clima, da oggi Il Tempo comincia a intervistare personalità non di destra impegnate per il Sì. Esiste anche un Sì di sinistra, che va ascoltato e incoraggiato. Proviamoci.

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