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Il contrario di Biden in Afghanistan. E il messaggio da Caracas arriva pure al macellaio di Teheran

Foto: Il Tempo 

Daniele Capezzone
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Spiegazione semplice di uno scenario complesso (e ancora carico di incertezze, perché il futuro del Venezuela resta comunque gravato da incognite). Cos’è successo ieri a Caracas, e di riflesso a Teheran? È accaduto, permerito di Donald Trump, l’opposto di quanto decise sciaguratamente Joe Biden nell’agosto del 2021 in Afghanistan, con la ignominiosa ritirata che lasciò Kabul nelle mani dei talebani. Quella sceltasi rivelò una spettacolare prova di debolezza: i «cattivi» del mondo compresero che il guardiano americano era debole, e che si apriva una finestra di opportunità per loro: per Putin in Ucraina (sei mesi dopo), per riavvelenare il Medio Oriente con il terrore islamista, e in prospettiva peri cinesi a Taiwan.
La giornata di ieri offre da parte degli Stati Uniti un segnale uguale e contrario. Un primo orrendo dittatore, oppressore del suo popolo, è saltato a Caracas. E il messaggio è giunto chiaro e forte anche a Teheran, dove il macellaio-capo Khamenei dovrà pensarci bene prima di scatenare un’altra feroce repressione. Semmai, come Il Tempo vi ha anticipato ieri, non è da escludere che l’ayatollah fugga (destinazione probabile: Minsk, in Bielorussia). Dunque, fuori uno, e speriamo presto fuori due. Resta spiazzata la sinistra peggiore del mondo, a cui non bastava essere timida verso Hamas.

Ora finirà per aggrapparsi a due orribili tiranni? Non si sa seridereopiangereleggendole dichiarazioni (pro regime) di Conte&Schlein. Ps Chi legge Il Tempo è sempre un giro avanti. Da una settimana vi abbiamo proposto un dossier sull’Iran della nostra Francesca Musacchio: e ribadiamo la necessità di fare ben attenzione alle infiltrazioni qui in Italia. Quanto al Venezuela, esattamente un mese fa, in collaborazione con Alessandro Bertoldi e gli amici dell’Istituto Milton Friedman, avevamo ospitato a Roma il Presidente eletto del parlamento venezuelano Edmundo Gonzalez Urrutia (costretto all’esilio dal dittatore), con l’intervento della Premio Nobel Maria Corina Machado. Vi riproponiamo i loro discorsi, letteralmente profetici. La libertà avanza

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