Non è un Paese per uome
Ho letto con grande passione l’intervista a Lidia Ravera, anche lei vittima del conformismo a cui evidentemente la sinistra ha abituato il Paese. Dev’essere la botta che hanno preso i progressisti quando hanno perso la battaglia delle battaglie, il femminismo che avevano inventato. Mentre loro difendono l’islamismo che impone il burqa alle donne (non mi dicano che non è vero, ho visto ieri a San Donà di Piave donne dentro il burqa in Italia passeggiare nei centri commerciali) la destra ha portato a Palazzo Chigi la prima donna della storia in Italia. Ma per loro Giorgia Meloni è un uomo, anzi una uoma.
Perché nella surreale elencazione lgbtq con un pizzico di woke e qualche goccia di gender evidentemente i generi non sono più maschio e femmina, nè il genere umano, ma sono appannaggio degli iscritti a un partito del campo largo. Ecco a cosa servono quei maledetti asterischi della schwa, a decidere se sei una donna nelle primarie intellettuali dell’ex intellighenzia di sinistra. O mythos deloi oti: sei donna solo se voti a sinistra.
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