Alfa Romeo Cuorerosso ha lasciato tutti a bocca aperta nell’ultimo Salone dell’Auto di Parigi. Tra tanti modelli attesissimi, la 2+2 del Biscione si è presa la scena catturando l’attenzione di tutti gli appassionati, per le sue forme da berlina sportiva che ne tratteggiano l’erede ideale della Giulia. Per ora, si tratta solo di una concept car non destinata alla produzione, un manifesto di come saranno le Alfa del futuro. A partire dal Suv di segmento C atteso alla fine del 2027, che ne dovrebbe riprendere gli stilemi.
Se da un lato chi l’ha vista spera che possa entrare in produzione rimanendo il più possibile fedele al concept, di sicuro Cuorerosso anticipa un approccio che comprende motorizzazioni elettriche e ibride sulla stessa piattaforma con un’architettura flessibile fino a 4,7 metri e potenziale per le versioni Quadrifoglio. A Parigi si è presentata con il V6 2,9 che equipaggia la Giulia Quadrifoglio, elettrificato con un’architettura full hybrid e con trazione integrale Q4 e albero in fibra di carbonio.

Cuorerosso è una coupé 2+2 lunga 4,70 metri, larga 1.98 metri e alta solo 1,33 metri, con passo di 2.93 metri che suggerisce l’utilizzo della piattaforma Giorgio Sport e un peso di 1.750 kg. Unisce il carattere di una Gran Turismo alla presenza di una supercar: linee filanti, coda tronca e diffusore basso per arrivare a un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,28.
Lo stile è autenticamente Alfa fin dal frontale, dove vengono reintepretati Trilobo e Scudetto, che si propaga lungo il cofano come la scia di una barca sull’acqua. La calandra, composta da piccoli elementi triangolari retroilluminati, genera una firma luminosa che pulsa come un cuore. Niente maniglie sulle fiancate: le porte si aprono con un comando touch sul tetto e quelle posteriori sono controvento. Il lunotto richiama la forma dello uno Scudetto e i cerchi forgiati rielaborano l’iconico disegno a telefono’ con sei elementi circolari su tre razze.
L’interno ospita quattro sedili singoli, configurazione che ne ribadisce la natura di concept car, mentre la plancia, ispirata alla 33 Stradale, è orizzontale e sottile. Il quadro strumenti è raccolto nel «Cannocchiale Vivente», interfaccia dinamica con due configurazioni, Immersivo con due elementi e Concentrato per riunirsi in un solo schermo con la strumentazione essenziale delle auto da competizione. Particolare attenzione nei materiali: dal «Magma» della console centrale a nabuk Poltrona Frau della selleria fino al tessuto monofilamento per la plancia, sviluppato con Luna Rossa e derivato dall’abbigliamento tecnico della vela oceanica.

Quest’ultimo è solo uno dei tanti campi in cui si sviluppa l’impegno comune tra il Biscione e la «Nazionale della vela», che ha griffato anche la nuova Edizione Luna Rossa, declinata su Junior, Tonale, Giulia e Stelvio. Allestimenti che si posizionano al vertice della gamma di ogni modello, portando su strada i codici estetici del mondo della vela italiana. Su Junior e Tonale sono protagonisti il nuovo grigio, dettagli Glossy Black e gli innovativi rivestimenti 3D Knit per i sedili. Giulia e Stelvio esprimono l’anima più esclusiva della serie speciale, facendo largo uso della fibra di carbonio e combinando dettagli ad alte prestazioni con interni premium.
