La decisione del presidente Usa, Donald Trump, di esentare la Russia da nuove sanzioni è stato accolto dal Cremlino come un “momento storico”. Di diverse vedute il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, che considera la scelta “una ricompensa” e un “incoraggiamento” a Mosca per proseguire la sua aggressione. Kiev accusa inoltre i suoi nemici di voler “provocare un blackout elettrico generale proprio alla vigilia dell’inverno”.
“Dispongo l’esenzione dall’applicazione di tali sanzioni, restrizioni e dazi doganali previsti dal Graham act”, recita il decreto pubblicato ieri sera dalla Casa Bianca, che richiama”l’interesse nazionale degli Stati Uniti". Per l’Ucraina si tratta dell’ennesimo affronto, che arriva dopo l’accordo sul gasolio annunciato lo scorso 10 ottobre fra Washington e Mosca basato proprio sul ritiro delle sanzioni in cambio dell’impegno russo a rifornire il mercato Usa di carburante (subito 300mila tonnellate, poi 500mila a novembre e un milione subito dopo). Alle strette, Zelensky si è dunque rivolto agli alleati europei richiedendo ulteriori 70 miliardi di dollari per resistere all’invasione.
Il Graham Act era stato promulgato a metà settembre e, in teoria, prendeva di mira per la prima volta la “flotta fantasma” russa e una cerchia di funzionari russi fra cui Putin stesso. Nello specifico, conferiva a Trump il potere di imporre dazi doganali fino al100% sui cinque principali Paesi importatori di gas e petrolio russi, tra cui Cina e India.
