Un passo indietro per la Roma
Un passo indietro, netto. Senza scuse ne alibi. Fonseca in Europa League decide di volare basso, rinuncia a tanti titolari (oltre a quelli messi ko dalla serie infinita di infortuni) probabilmente pensando al campionato: insomma non rischia nulla e la differenza si vede tutta. Contro i modesti austriaci del Wolfsberger a Graz non va oltre l'1-1, un pareggio che non compromette nulla in chiave qualificazione alla seconda fase della «coppetta» europea (anche grazie al pari tra Istanbul e Borussia M. entrambe a quota 1), ma lascia l'amaro in bocca e innesca diversi quesiti per il futuro. Perché se alla Roma già orfana di Pellegrini, Perotti, Mkhitaryan, Under, Zappacosta (che si è rivisto ma solo in panchina), tutti fermi per problemi muscolari più l'influenza Florenzi, decidi di togliere anche Pau Lopez (acciaccato), Smalling, Kolarov, Dzeko e Veretout allora diventa proprio un'altra squadra. Un gruppo al quale non basta la buona volontà di Zaniolo, la costanza di Diawara e qualche strappo (fin troppo evanescente e impreciso) di Kluivert per tornare con tre punti in tasca da una trasferta a dir poco agevole: perché il Wolfsberger non è sembrato davvero uno scoglio insormontabile... anzi. Insufficiente l'esordio da titolare di Kalinic (qualcuno si chiede se abbia giocato...) che aveva la grande occasione per mostrare il suo valore: pensa te. Da dimenticare, così come la serata di un Pastore lontano parente di quello conosciuto. Ne è uscita una partita a tratti imbarazzante, che si apre con il gol «carambola» di Spinazzola al suo primo sigillo in giallorosso. La Gialappa's Band ci avrebbe campato per mesi, perché
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