Chernobyl 34 anni dopo. Il dilemma di Misha: cibo contaminato o si fa la fame
Benvenuti a Dubovy Log, il villaggio della provincia di Dobrush, regione di Gomel a sud della Bielorussia, al confine con l'Ucraina e che dista solo 350 chilometri da Chernobyl. Misha ci fa entrare, insieme a Massimo Bonfatti presidente di Mondo in Cammino, nella sua umile ma dignitosissima dimora in cui abita con sua moglie, i tre bambini e la loro nonna. Grazie al dopo scuola, ora purtroppo danneggiato dai vandali, usufruivano almeno di un pasto al giorno non contaminato. L'alloggio gli è stato offerto dal kholkoz ma lo stipendio che prende Misha a malapena riesce ad aiutarli per le spese quotidiane. I soldi infatti vanno tutti via per il riscaldamento, quantomeno necessario qui. Ha il suo orto, il maiale e le sue galline. Ma è un circolo vizioso che ripropone l'assunzione appunto di radioattività. A 34 anni dal disastro nucleare. Leggi anche: Tra i fantasmi di Dubovy Log: vivere con gli effetti di Chernobyl
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