Scuola, Miele (Lega): “Dirigente in cura, no a strumentalizzazioni di una vicenda così delicata”
“La vicenda della dirigente scolastica pugliese, sottoposta a chemioterapia e chiamata ad assumere servizio a circa mille chilometri di distanza dal luogo in cui sta seguendo le proprie cure, merita attenzione e rispetto. Ma proprio perché si tratta di una situazione così delicata è doveroso fare chiarezza ed evitare strumentalizzazioni demagogiche e false". Così la deputata della Lega Giovanna Miele. "La procedura riservata alla quale ha partecipato prevede una graduatoria nazionale e la scelta delle sedi sulle disponibilità presenti in tutto il Paese - si legge nella nota della parlamentare -. In Puglia, dopo la mobilità interregionale, non sono rimasti posti vacanti e disponibili per le nomine in ruolo. Come dovrebbe sapere chi si intende di scuola, i posti in reggenza non sono posti di ruolo e quindi non sono disponibili per una assegnazione in ruolo".
"Ancora una volta dovrebbe essere ben noto che l'ordinamento consente una tutela del lavoratore che abbia gravi malattie. Una volta preso servizio, la preside in questione potrà infatti avvalersi degli strumenti previsti dalla normativa e dal contratto per mettersi in malattia fino al termine della chemioterapia, proseguendo così le cure e usufruendo del periodo di malattia necessario alle terapie. La stessa normativa prevede, inoltre, la possibilità di far valere eventuali titoli di priorità dopo l’assegnazione della regione", si legge nel comunicato.
"Chi lavora ogni giorno per formare i nostri ragazzi deve poter contare sulla vicinanza delle istituzioni, soprattutto nei momenti più difficili. Essere al fianco di un insegnante che si trova ad affrontare una malattia significa anche garantire la possibilità di vivere le cure con serenità, con il sostegno e gli strumenti messi a disposizione dello Stato - conclude Miele -. La tutela della persona e il rispetto delle regole non sono principi contrapposti. Su un caso così delicato servono chiarezza, responsabilità e attenzione concreta, non ricostruzioni faziose pensate per alimentare una pretestuosa polemica politica che offende innanzitutto il lavoratore in questione”.
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