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Tariffe sanitarie, il caso Friuli Venezia Giulia apre nuovi dubbi sull'istruttoria dell'Area programmazione

Su 89 prestazioni riesaminate analiticamente dalla Regione, 77 hanno tariffe superiori alla nuova bozza nazionale. Giorlandino: “Schillaci verifichi personalmente il lavoro degli uffici”

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Roma, 20 agosto 2026 - Un nuovo elemento riapre la questione delle tariffe della specialistica ambulatoriale a poche settimane dall'entrata in vigore del nuovo tariffario nazionale.

La Regione Friuli-Venezia Giulia, dopo le sentenze del TAR Lazio che hanno annullato il decreto tariffario del 2024 per gravi carenze dell'istruttoria, ha deciso di procedere autonomamente alla ricostruzione analitica del costo di 89 singole prestazioni di diagnostica per immagini e riabilitazione.

Il risultato pone una domanda che UAP ritiene non più rinviabile.

Su 89 prestazioni esaminate, in 77 casi la tariffa determinata dal Friuli-Venezia Giulia è superiore a quella prevista dalla nuova bozza nazionale 2026.

E c'è un dato ancora più significativo: per quelle stesse 89 prestazioni, la nuova bozza nazionale lascia invariati i valori del decreto 2024, quello annullato dal TAR.

La Regione non ha semplicemente aumentato le vecchie tariffe. Ha seguito un'altra strada: ha ricostruito prestazione per prestazione il costo standard, considerando personale, tempi di lavoro, apparecchiature, manutenzioni, materiali e costi indiretti.

“Non sosteniamo che le tariffe del Friuli-Venezia Giulia siano automaticamente giuste e quelle nazionali sbagliate - dichiara la Presidente UAP, Mariastella Giorlandino - ma il confronto pone una questione molto seria: perché un'analisi analitica dei costi della singola prestazione arriva, nella grande maggioranza dei casi, a valori superiori a quelli nazionali?”

È esattamente il problema che UAP aveva già sollevato all’Area Programmazione del Ministero della Salute. Già il 17 marzo 2026, negli incontri con i suoi vertici, erano emerse difficoltà nella rilevazione dei costi e dubbi sulla rappresentatività dei dati; UAP aveva comunque collaborato, invitando gli associati a partecipare alla rilevazione. Il 7 aprile 2026, la Presidente Mariastella Giorlandino aveva poi scritto al Capo di Gabinetto chiedendo formalmente trasparenza anche sulle attività di analisi dei costi, elaborazione dei dati, supporto tecnico e assistenza metodologica.

Nella nuova istruttoria ministeriale, per diverse branche, la limitata disponibilità di dati analitici ha portato a utilizzare anche costi aggregati riferiti a gruppi di prestazioni. Ma un gruppo può apparire complessivamente in equilibrio perché una prestazione remunerata sopra costo ne compensa un'altra pagata sottocosto. Il totale torna. La singola prestazione può restare in perdita. È questo il significato della formula UAP: “una media non è una prestazione”.

GIORLANDINO: “MINISTRO, ORA VERIFICHI”

“Abbiamo fiducia nel Ministro della Salute Orazio Schillaci - prosegue Giorlandino - e proprio per questo gli chiediamo di verificare personalmente l’operato dell’Area Programmazione e delle strutture ministeriali che hanno gestito la revisione tariffaria.

Non gli chiediamo di assumere come corrette le tariffe del Friuli-Venezia Giulia. Gli chiediamo di accertare perché una Regione, dopo le sentenze del TAR, abbia ritenuto necessario ricostruire analiticamente i costi delle singole prestazioni e sia arrivata a risultati tanto diversi da quelli nazionali.

Se l’Area Programmazione ha determinato correttamente il costo delle singole prestazioni, renda trasparente e verificabile il percorso seguito. Se invece per molte prestazioni la congruità è stata desunta da aggregati e medie, il Ministro deve verificare se questo sia davvero sufficiente a superare le criticità che avevano portato all’annullamento del precedente decreto.”

La questione riguarda l'intero SSN. Tariffe insufficienti producono squilibri nelle strutture pubbliche e, nel privato accreditato, possono significare riduzione delle prestazioni, degli investimenti e dell'occupazione. Pubblico e privato accreditato sono due componenti essenziali dello stesso Servizio sanitario nazionale: indebolirne una significa indebolire l'intero sistema.

UAP riunisce le principali realtà associative nazionali e regionali della sanità privata accreditata e rappresenta un comparto di circa 27.000 strutture, nelle quali operano complessivamente circa 350.000 persone. Il 9 settembre presenterà l’analisi completa del nuovo tariffario e le proprie richieste al Ministro.

CONFERENZA STAMPA NAZIONALE UAP - 9 settembre 2026 - ore 11.00 - CEOforLIFE Clubhouse - Piazza di Monte Citorio 116, Roma

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