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QS World University Rankings, balzo in avanti di Tor Vergata

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Il sistema Italia batte l'Europa per crescita, ma l'istruzione pubblica ha bisogno di risorse e attenzioni.

C'è un'eccellenza capitolina che non risente del caos amministrativo e che, silenziosamente, conquista le vette del pianeta. I dati appena sfornati dall'istituto britannico Quacquarelli Symonds certificano una clamorosa promozione per i poli accademici della nostra città, capaci di imporsi nei mercati internazionali del sapere nonostante i cronici svantaggi di partenza legati ai finanziamenti pubblici.

L'edizione 2027 del QS World University Rankings, incorona la Sapienza, che artiglia la posizione numero 111 su scala globale. Per il colosso di piazzale Aldo Moro si tratta del punto più alto mai registrato da quando esiste questo monitoraggio, frutto di una progressione di ben 17 gradini conquistati in soli dodici mesi. Se si guarda la prospettiva storica, la performance assume i contorni di un'impresa istituzionale vera e propria: nel corso di un decennio l'ateneo capitolino ha scalato ben 112 posizioni, attestandosi come la prima università statale non specialistica della penisola, tallonando soltanto il Politecnico di Milano.

Non è da meno la crescita di Tor Vergata. La seconda università della Capitale si accomoda al 342esimo posto della classifica internazionale, agguantando con forza l'ottavo piazzamento all'interno dei confini nazionali. Sul medio periodo, il polo della periferia est sfoggia un incremento impressionante di 137 posizioni. La marcia di Tor Vergata poggia sulla qualità della produzione scientifica dei suoi dipartimenti e sull'apporto strategico del suo Policlinico: i lavori dei ricercatori romani sono infatti tra i più letti e menzionati dalla comunità accademica internazionale. A questo si aggiungono la crescente attrattività nei confronti degli studenti stranieri e un forte appeal sul fronte dell'inserimento lavorativo dei neolaureati nelle grandi imprese.

Segnali di vitalità giungono anche da Roma Tre che, pur gravitando nella fascia tra il 851° e il 900° posto, consolida il proprio indice di stima accademica globale, portando un ulteriore mattoncino alla credibilità complessiva del polo formativo romano.

Questo exploit complessivo permette all'Italia di staccare i partner dell'Unione Europea, configurandosi come il sistema universitario più dinamico e con il maggior tasso di crescita del Vecchio Continentale (26 promossi su 47). Eppure, l'analisi degli analisti di Londra nasconde una sferzata durissima per la politica nazionale: questa scalata avviene malgrado l'assenza di investimenti. L'Italia spende per la formazione universitaria cifre nettamente inferiori rispetto ai principali competitor comunitari. I nostri professori e i nostri ricercatori giocano in Champions League ma con le scarpe bucate. La Sapienza e Tor Vergata dimostrano che il capitale umano di questa città sa fare miracoli, sopperendo con il merito e il sacrificio all'avarizia dei cordoni della borsa statale. Un orgoglio tutto romano che, però, meriterebbe ben altra considerazione e, soprattutto, ben altre risorse.

Nathan Levialdi Ghiron Rettore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata commenta così gli ottimi risultati ottenuti: “Questo risultato della classifica QS World University Rankings 2027, che ci vede salire di 13 posizioni e consolidare un trend di crescita decennale straordinario, è il riconoscimento del talento, della dedizione e della passione della nostra intera comunità accademica”.

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