Mercato italiano dell'arte, serve un quadro più moderno e competitivo
La circolazione dei beni culturali torna al centro del dibattito pubblico come tema strategico non solo per la tutela del patrimonio, ma anche per la competitività del sistema Italia. È questo il messaggio emerso dal confronto promosso oggi a Roma dall’Associazione Antiquari d’Italia, che ha riunito istituzioni, amministrazione, giuristi ed esperti del settore attorno al nodo del rapporto tra protezione del patrimonio storico-artistico, certezza delle regole ed efficienza delle procedure.
A rilanciare la riflessione è la sentenza n. 160/2025 della Corte costituzionale, che ha affrontato un passaggio cruciale nella disciplina dell’esportazione delle opere, chiarendo il perimetro entro cui il sistema di tutela può e deve convivere con la necessità di garantire una circolazione più razionale, leggibile e coerente dei beni. Una pronuncia che, per gli operatori, conferma l’urgenza di un assetto normativo capace di superare incertezze interpretative e rigidità applicative che da anni incidono sulla funzionalità del comparto, in una fase che vede anche una rinnovata attenzione istituzionale sul tema, come dimostra la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Disegno di legge “Italia in Scena”, richiamato nel corso dell’incontro come passaggio rilevante per l’aggiornamento del quadro normativo del settore.
Nel corso del confronto sono intervenuti Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati; Donato Luciano, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Cultura; Stefania Bisaglia, Dirigente del Servizio IV Circolazione della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura; Bruno Botticelli, Presidente dell’Associazione Antiquari d’Italia; Alfonso Celotto, Professore ordinario di Diritto costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre; ed Ernesto Lanzillo, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Deloitte & Touche S.p.A. e Deloitte Private Leader di Deloitte Central Mediterranean.
Dal confronto è emersa con forza la necessità di costruire un equilibrio più avanzato tra interesse pubblico e operatività del mercato, in un contesto europeo in cui la rapidità delle procedure, la chiarezza dei criteri e la certezza amministrativa rappresentano fattori decisivi anche sul piano della competitività internazionale. Per il settore dell’antiquariato e del mercato dell’arte, il punto non è mettere in discussione la centralità della tutela, ma renderla più efficace, più prevedibile e più aderente all’evoluzione del mercato contemporaneo. Tra le principali istanze emerse, la necessità di procedure più lineari, una maggiore omogeneità interpretativa, una riflessione aggiornata sulle soglie di valore e l’introduzione di strumenti capaci di accompagnare la mobilità delle opere in un quadro di piena tracciabilità e trasparenza. In questa prospettiva, il tema della circolazione non riguarda soltanto gli scambi commerciali, ma investe anche il modo in cui il patrimonio culturale viene conosciuto, valorizzato, studiato ed esposto, dentro e fuori i confini nazionali.
"Dopo l’importante operazione dell’abbattimento dell’Iva al 5% sul mercato dell’arte, anche 'Italia in scena' è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione definitiva delle Camere. Con questa riforma scardiniamo i lacci burocratici del settore attraverso una serie storica di semplificazione che innalza la soglia per il regime dichiarativo a 50.000 euro e porta a cinque anni la validità delle dichiarazioni. Introduciamo inoltre il diritto al ritiro della denuncia e rafforziamo le certificazioni d'ingresso per garantire un mercato dinamico, capace di tutelare l'identità nazionale rendendo l'Italia finalmente competitiva nello scacchiere europeo in un’ottica di piena sussidiarietà.” ha commentato il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, l’On. Federico Mollicone.
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