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Cacciatori di stelle: alla Sapienza l'arte di Benaglia dialoga con gli studenti; oggi la chiusura con un gesto simbolico.

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Nel cuore vivo di Roma, c’e la Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza dove si è aperta, lo scorso 6 marzo, la mostra «Cacciatori di stelle» di Enrico Benaglia, un evento capace di intrecciare in modo sorprendente arte e scienza, visione e formazione.

Il centro della mostra sono loro: gli studenti. Giovani ingegneri che studiano per progettare il futuro, abituati a misurare precisione, velocità e traiettorie e che qui si trovano davanti a un'altra forma di esplorazione. Non più solo numeri e calcoli, ma immaginazione, visione, stupore.

Da una parte i miliardi che volano nello spazio grazie alla scienza e all'ingegno per arrivare su Marte; dall'altra un pittore che, da decenni, ci illumina con la lentezza e la cura di un artigiano.

In mezzo, proprio gli studenti della Sapienza: veri "cacciatori di stelle" contemporanei, sospesi tra ciò che possono costruire e ciò che ancora devono immaginare.

La mostra, rappresenta un viaggio tra immagini e parole, arricchito dalle poesie di Alida Maria Sessa e curato da Federica De Angelis. Un percorso che diventa anche occasione formativa, capace di ricordare che il progresso nasce non solo dalla tecnica, ma anche dalla capacità di sognare.

 

Proprio ieri si è chiuso l'evento con un momento particolarmente significativo: lo svelamento del quadro donato alla Scuola di Ingegneria Aerospaziale, alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma. Un gesto simbolico che lascia agli studenti un segno concreto e duraturo, un'opera che continuerà a dialogare con chi, ogni giorno, attraversa questi spazi per studiare l'universo.

Forse è questo il messaggio più potente della mostra: il futuro non è solo accelerazione, ma anche capacità di fermarsi a guardare. L'attrazione più grande, oltre ad essere legata ai pianeti, è anche quella con cui un quadro riesce a farci alzare gli occhi  verso il cielo  e ricordarci che siamo tutti cacciatori di stelle, soprattutto gli studenti che costruiranno il domani.

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