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BESt Work Life 2026, la ricerca di CISL e NeXt sul benessere organizzativo di lavoratrici e lavoratori

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La CISL ha promosso, insieme a NeXt Nuova Economia per Tutti, una ricerca dal titolo BESt Work Life 2026, che attraverso la somministrazione di questionari strutturati, mira a valutare il benessere organizzativo vissuto dalle lavoratrici e dai lavoratori. Hanno risposto quasi 4500 lavoratrici e lavoratori iscritti alla CISL, di tutte le regioni italiane, appartenenti ad alcune Federazioni di categoria della CISL (Agroalimentare-FAI, Chimica-FEMCA, Costruzioni-FILCA, Metalmeccanica-FIM, Energia-FLAEI).

Da una prima analisi dei dati risulta chiaro ed evidente che all’interno delle grandi transizioni che caratterizzano il nostro tempo, le persone vivono intensamente il lavoro anche nella dimensione relazionale e non solo tecnologica. Si possono individuare tre fattori strategici che confermano il bisogno di partecipazione e di un maggiore coinvolgimento:

-             l’attitudine generativa delle lavoratrici e dei lavoratori;

-             il riconoscimento del ruolo del sindacato come promotore della partecipazione;

-             la percezione di maggiore benessere lavorativo nell’operare in un’azienda che predilige una gestione più partecipata.

Favorire la partecipazione quindi non può essere solo una scelta aziendale, per quanto illuminata, ma un obiettivo comune e condiviso tra i soggetti che vivono il mondo del lavoro attraverso un processo evolutivo e innovativo della contrattazione decentrata.

Se il sindacato viene ancora visto come il principale soggetto che può e deve promuovere la partecipazione, dall’altra parte risulta chiaro che le imprese debbano impegnarsi in questa direzione. Partecipazione significa investire in nuovi e moderni modelli organizzativi, azioni e decisioni condivise, innovazioni concertate favorendo un pieno coinvolgimento strategico/strutturale non formale/episodico, delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo modello risulta essere  desiderato dall’83% del campione ma viene realmente vissuto solo dal 30%.

C’è un ampio margine di miglioramento, considerando che il benessere organizzativo rappresenta un fattore competitivo per le imprese, come è ormai chiaro anche per quanto riguarda i criteri della sostenibilità.

La Cisl con questa ricerca conferma, anche sul piano scientifico e statistico, che la propria strategia contrattuale partecipativa è ben delineata, dando continuità alla formazione dei propri sindacalisti territoriali e RSU/RSA delle Federazioni di categoria che operano nelle imprese.

Occorre dar vita ad un processo culturale che corrobori e favorisca l’azione contrattuale decentrata, convinti che lavorare in un’impresa partecipativa porterà allo sviluppo di un welfare evoluto e sussidiario unitamente ad una reale implementazione del benessere organizzativo, che migliori la qualità del lavoro e allo stesso tempo la competitività economica e sociale delle imprese.

La partecipazione, come suggerisce la ricerca, si rivela una strategia win win, con effetti positivi per tutte le persone e le organizzazioni coinvolte.

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