Il fronte anti-revenge porn del Garante incontra le croniste di Giornalisti 2.0
Una delegazione di giornaliste dell’associazione di categoria Giornalisti 2.0, accompagnata dal presidente Maurizio Pizzuto, ha incontrato presso la sede dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali la Vice Presidente, professoressa Ginevra Cerrina Feroni, e il Segretario generale Luca Montuori. La visita, organizzata in vista della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, ha rappresentato un momento di confronto diretto tra chi lavora ogni giorno con le notizie e chi presiede alla tutela dei dati personali, con particolare attenzione ai diritti delle donne nello spazio digitale.
Fin dalle prime battute l’intervento di Cerrina Feroni ha assunto il tono di una vera lectio magistralis: la Vice Presidente ha inquadrato la privacy come primo presidio della dignità, spiegando come l’intreccio fra identità digitale, lavoro giornalistico e vita privata esponga le donne a rischi specifici. L’esplosione dei social network, l’uso massiccio di immagini e video e la velocità con cui i contenuti circolano in rete rendono infatti più probabili discriminazioni, campagne d’odio, esposizioni indesiderate e ricatti, soprattutto ai danni di chi è più vulnerabile.
Davanti alle croniste, Cerrina Feroni ha insistito su un punto: proteggere la privacy non significa limitare la libertà di stampa, ma creare le condizioni perché il diritto di cronaca sia esercitato in maniera responsabile e rispettosa delle persone coinvolte. Dalla scelta delle immagini nelle notizie di nera alla narrazione dei casi di violenza, dalle cronache giudiziarie alle storie di costume, il bilanciamento tra diritto all’informazione, diritto all’oblio, riservatezza e reputazione diventa cruciale in un ambiente dove gli errori possono restare online per sempre.
La parte più forte dell’incontro è stata dedicata al revenge porn, indicato dalla Vice Presidente come una delle forme più gravi di violenza di genere nell’era digitale. Cerrina Feroni ha ricordato che proprio l’8 marzo 2021 il Garante ha sostenuto l’avvio, insieme a Meta, di un progetto pilota e di una procedura speciale per segnalare e bloccare la diffusione non consensuale di immagini intime su Facebook e Instagram, agendo in via preventiva prima che i contenuti diventassero virali. Uno strumento che consente alle potenziali vittime di rivolgersi rapidamente all’Autorità per chiedere la rimozione o il blocco dei materiali, evitando che l’odio e il ricatto diventino irreversibili. Ripercorrendo quella esperienza, Cerrina Feroni ha sottolineato quanto la prevenzione passi dalla conoscenza: molte donne, ha spiegato, non sanno ancora che esistono canali dedicati del Garante e procedure ad hoc per reagire a minacce, estorsioni e pubblicazione illecita di contenuti intimi. Per questo la Vice Presidente ha invitato le giornaliste di Giornalisti 2.0 a farsi “antenne” sul territorio, raccontando non solo le storie di chi subisce violenza online, ma anche i rimedi giuridici e tecnologici disponibili, così da rompere l’isolamento delle vittime.
Per la delegazione di Giornalisti 2.0 l’appuntamento al Garante si è trasformato in un laboratorio di cittadinanza digitale: un confronto ravvicinato tra chi custodisce i dati e chi li trasforma in racconto pubblico, nel segno di una prospettiva di genere che rende più nitidi rischi e opportunità dell’ecosistema online. Dal progetto anti-revenge porn del 2021 alle sfide attuali di social network e intelligenza artificiale, il messaggio emerso dalla lectio di Cerrina Feroni è netto: l’8 marzo non è solo celebrazione, ma anche educazione alla consapevolezza digitale, perché senza una forte cultura della privacy non può esistere una vera libertà per le donne, né in rete né fuori.
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