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Riforma della giustizia, sondaggio Istituto Piepoli-Conflavoro: imprenditori informati e maggioranza per il “Sì”

Per il Presidente di Conflavoro, Capobianco: “Un sistema più efficiente permette alle PMI di operare in un contesto più stabile e produttivo, favorendo uno sviluppo dinamico del tessuto imprenditoriale italiano”

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Roma, 6 marzo 2026 - Il 94% degli imprenditori intervistati è a conoscenza del fatto che il 22 e il 23 marzo si svolgerà il referendum confermativo sulla riforma della giustizia e 9 intervistati su 10 sanno che non è previsto il quorum. Il 90%, invece, è informato sull’esistenza e sui contenuti della Legge di riforma costituzionale, oggetto della consultazione referendaria. È quanto emerge dal sondaggio che l’Istituto Piepoli, in collaborazione con Conflavoro, ha realizzato in occasione del referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026. L’indagine ha coinvolto un campione di imprenditori e piccole e medie imprese, rappresentativo per Grande Ripartizione Geografica (GRG) e ampiezza dei centri abitati, con 500 interviste distribuite tra liberi professionisti, lavoratori autonomi, negozianti, commercianti, artigiani, agenti di commercio e agricoltori.

 

Conoscenza del referendum confermativo

Dal sondaggio si evince come sul 94% di chi ha affermato di essere a conoscenza del prossimo referendum confermativo, il 69% del campione lo sia “del tutto”, mentre 1 su 4 non è molto informato. Dal punto di vista della rappresentatività territoriale, emerge il dato del Centro con il 98% e, a seguire, il Nord-Est con il 97%; valori inferiori sono registrati dal Nord-Ovest (94%) e dal Sud e Isole (92%).

Del fatto che non è previsto il quorum di partecipazione e che il risultato del referendum è valido qualunque sia il numero dei votanti, è al corrente la quasi totalità degli imprenditori intervistati, con un valore quasi omogeneo nelle macro aree di riferimento, 92% al Nord-Ovest, 91% al Nord-est e al Sud e Isole, 90% al Centro.

 

Legge di riforma della giustizia

Sulla Legge di riforma della giustizia, che riguarda la separazione delle carriere dei magistrati e l'istituzione di due diversi Consigli Superiori della Magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, i cui membri saranno stabiliti per sorteggio, ad essere molto informati è il 50% del campione intervistato. Entrando nel dettaglio di questo dato, il 53% riguarda il Nord-Ovest del Paese e il 51% il Centro, mentre emerge una buona consapevolezza della normativa al Sud e nelle Isole (49%). Chiude il Nord-Est con il 46%.

 

Affluenza, intenzioni di voto e indecisi

L’indagine Piepoli-Conflavoro stima l’affluenza al 60% del totale del campione, distribuita territorialmente, con una leggera prevalenza nel Nord-Ovest e Nord-Est (63%) e nel Centro Italia (64%), leggermente più bassa nel Sud e isole (54%).

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, il 57% degli imprenditori ha risposto che voterà “Sì” per confermare la riforma, mentre il “No” arriverà dal 43% degli intervistati.

Considerando le macro aree geografiche, il “Sì” sarà più marcato al Nord-Est (61%), mentre prevarrà leggermente meno nelle altre aree geografiche: 57% nel Nord-Ovest, 56% nel Sud e Isole, 55% nel Centro. Sotto il profilo della dimensione aziendale, l’indagine stima che, nelle medie imprese, il “Sì” prevarrà con il 59%, mentre nelle piccole e nelle micro si attesterà rispettivamente al 56% e al 57%.

Chi deciderà per il “Sì” lo farà per il 66%, ritenendo necessaria una riforma del sistema giudiziario. Percentuali inferiori per il desiderio di avere una maggiore efficienza e rapidità dei processi (35%), per una maggiore tutela dei diritti dei cittadini (30%), per la possibilità che aumenti la responsabilità dei magistrati (26%), per rafforzare la separazione dei poteri (20%), per aumentare la responsabilità e la trasparenza del sistema giudiziario (16%). Il voto confermativo è coerente con l’orientamento politico per il 15%, mentre l’11% voterà “Sì” per protesta verso l’attuale sistema giudiziario, il 10% per ridurre i costi della giustizia, il 9% perché ha fiducia nei promotori del referendum e il 3% per coerenza con la posizione dell’associazione di categoria.

Dal sondaggio Piepoli-Conflavoro emerge, inoltre, un ultimo dato: gli “indecisi”, coloro che non sanno cosa voteranno, sono il 18%, di questi, se dovessero comunque scegliere di esprimersi, il 52% voterebbe “Sì”, il 48% “No”. 

Il Presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco, ha affermato: “Il sondaggio che abbiamo realizzato con l’Istituto Piepoli sul referendum confermativo della riforma della giustizia rappresenta un indicatore di grande rilevanza, perché offre una fotografia chiara e articolata delle intenzioni di voto e del livello di conoscenza del quesito referendario. Il sondaggio evidenzia una diffusa consapevolezza da parte degli imprenditori, distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Per le piccole e medie imprese, la giustizia è un elemento determinante di competitività; per programmare gli investimenti e sostenere le attività imprenditoriali occorrono, infatti, tempi certi e regole chiare. Un sistema più efficiente permette alle PMI di operare in un contesto più stabile e produttivo, favorendo uno sviluppo dinamico del tessuto imprenditoriale italiano”.

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