Carburanti, Bandecchi: “Ue e Italia intervengano per tutelare imprese e famiglie da rincari e speculazioni"
Guerra in Iran
"Il Medio Oriente è nel caos e le conseguenze si stanno già abbattendo anche sull’Italia, con una nuova e ingiustificata impennata dei prezzi di carburanti e gas. Le organizzazioni di categoria dei gestori lo hanno denunciato con chiarezza: siamo di fronte a gravissime e inaccettabili speculazioni da parte di soggetti e società che stanno vendendo, a prezzi maggiorati, combustibili già acquistati e stoccati nei depositi ai normali prezzi di mercato prima del conflitto e della chiusura dello Stretto di Hormuz". Ad intervenire è Stefano Bandecchi, sindaco e presidente della Provincia di Terni, nonché leader di Dimensione. "Questa guerra procede nella più totale incertezza, senza che da parte di Trump emerga una chiara strategia sugli obiettivi e sulle tempistiche dell’operazione militare; a ciò si aggiunge il blocco di tutte le navi che trasportano petrolio attraverso Hormuz. Tutto ciò impone di agire subito, con misure immediate, sia a livello europeo che nazionale. Sul piano interno, il Governo deve intervenire con urgenza per prevenire e punire qualunque forma di speculazione a danno dei cittadini, e destinare ogni risorsa possibile, nel bilancio, al contenimento - nel breve e medio termine - dei costi ormai insostenibili di bollette e carburanti".
"È indispensabile inoltre valutare un intervento, anche temporaneo, sulle accise, rendendole proporzionali all’andamento del costo delle materie prime", sottolinea Bandecchi. "L’Europa non può restare a guardare: deve varare un piano di compensazioni economiche per aziende e industrie, perché la mancanza di sostegno in questa fase significherebbe perdere competitività, mercati e posti di lavoro, scatenando una vera e propria tempesta economica e sociale in tutto il continente. L’Italia, da parte sua, deve farsi promotrice di una normativa europea che, in situazioni straordinarie come quella attuale, permetta agli Stati membri di sforare - per il comparto energetico - i limiti di bilancio e di rapporto debito/Pil, e di derogare alla norma che vieta gli aiuti di Stato".
"L’energia è il cuore pulsante dell’economia: un suo costo insostenibile o una sua carenza paralizzerebbero interi settori, portando alla chiusura di migliaia di aziende e mettendo sulla strada milioni di persone, compromettendo la crescita e lo sviluppo di Italia ed Europa per i prossimi decenni", aggiunge Bandecchi. "Parallelamente - e lo ribadisco da tre anni - l’Italia deve compiere una scelta chiara e definitiva: accelerare con decisione sul nucleare. Solo così il problema energetico, sia sotto il profilo dei costi e dei mercati, sia sotto quello geopolitico dell’indipendenza, potrà essere realmente risolto"
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