“Dammi due minuti sull'ebraismo”, nasce il podcast ideato da Ruben Della Rocca
L’idea nasce davanti a un caffè tra colleghi. Da quel confronto prende forma un progetto che oggi prova a colmare un vuoto di conoscenza: spiegare l’ebraismo con parole semplici, accessibili a tutti, lontano da stereotipi e disinformazione. È da lì che prende vita il podcast “Dammi due minuti sull’ebraismo”, ideato da Ruben Della Rocca. A raccontarne l’origine è lo stesso autore: “L’idea di un podcast per spiegare con parole semplici e concetti base l’ebraismo e le cose ebraiche a un vasto pubblico è nata da un caffè con il collega dell’Inkiesta Massimo Coccia alla fine dello scorso anno”. Da quella conversazione emerge un’esigenza condivisa: contrastare i luoghi comuni e la cattiva informazione che, negli ultimi anni, hanno alimentato una nuova stagione di antisemitismo.
L’odio antiebraico, infatti, è tornato a manifestarsi con forza nel dibattito pubblico e nelle piazze, tanto da spingere il Parlamento italiano a intervenire con nuove iniziative legislative contro l’antisemitismo. In questo clima, la sfida diventa soprattutto culturale e informativa. “Parlando e confrontandoci sentivamo entrambi l’esigenza di sconfiggere quei luoghi comuni e la disinformazione che hanno contribuito in maniera importante alla recrudescenza di fenomeni di odio antiebraico molto pericolosi”, spiega Della Rocca.
Il podcast nasce anche dall’esperienza radiofonica dell’autore. Da anni conduce su Radio Radicale il programma “A proposito di SHALOM”, trenta minuti settimanali dedicati alla cultura e alla realtà ebraica. Ma il linguaggio dei media cambia e con esso il pubblico. Da qui la scelta di un formato più agile. “Ho pensato a un podcast breve, con un minutaggio che permettesse anche alle persone più giovani, ormai abituate ai tempi dei social, di poter attingere a un mezzo più pratico e diretto come è il podcast”, racconta.
La struttura è semplice quanto efficace: ogni episodio ruota attorno a una parola. Da lì si sviluppa il racconto. “Lo faccio scegliendo una parola per ogni puntata e spiegando i concetti, la vita e la cultura ebraica che ruotano attorno a quella parola stessa”. Un metodo divulgativo che punta alla chiarezza più che alla complessità, con l’obiettivo di rendere accessibili tradizioni, storia e identità di un popolo che attraversa millenni di civiltà.
Il titolo del podcast riflette proprio questa idea di immediatezza. “La scelta del titolo è indicativa e l’ho pensato immaginando quando noi tutti chiediamo a qualcuno di attendere due minuti”, spiega Della Rocca. Un’espressione quotidiana, quasi colloquiale, che diventa una promessa al pubblico: bastano due minuti per avvicinarsi a una storia lunga duemila anni. “La richiesta di regalarmi due minuti del proprio tempo per arricchire un bagaglio di nozioni indispensabili a conoscere la storia bimillenaria del popolo ebraico”, commenta l’autore.
Il podcast ha debuttato il 27 gennaio, una data simbolica. La prima parola scelta non poteva che essere “memoria”, anche alla luce del nuovo incarico di Della Rocca come assessore alla Memoria dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un tema che, per l’autore, non riguarda solo il passato. “Anche questa nuova sfida che mi attende è quella di declinare la memoria guardando al futuro”, spiega, sottolineando il ruolo decisivo dell’educazione e della cultura nel contrastare l’antisemitismo. Il racconto passa inevitabilmente anche da Israele, definito “patria ancestrale e culla dell’ebraismo, il luogo dell’anima per eccellenza dove tutto è nato e dove tutto prosegue”. Un riferimento identitario che attraversa ogni episodio, intrecciando storia, tradizioni e contemporaneità. Fin dalle prime puntate la risposta del pubblico è stata incoraggiante. La serie settimanale pubblicata su Spotify, il martedì, ha iniziato a costruire una comunità di ascoltatori sempre più ampia. “Il successo dell’iniziativa è stato palese fin dalle prime puntate e la striscia settimanale ha cominciato a mietere uno zoccolo duro di fedeli ascoltatori”, racconta Della Rocca. Il progetto si affianca alla sua attività radiofonica. Due strumenti diversi, ma complementari. “Dammi due minuti sull’ebraismo quindi, in forma breve e diretta su podcast, e ‘A proposito di SHALOM’ in maniera più lunga e riflessiva in radio spero si integrino sempre di più”, conclude. Due formati, due linguaggi. Un unico obiettivo: fare informazione e cultura, cercando di restituire complessità e verità a una storia troppo spesso raccontata attraverso semplificazioni e pregiudizi. Perché, a volte, bastano davvero due minuti per iniziare a capire.
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