La voce di Callas torna a farsi sentire: da Roma a New York il premio che sfida il silenzio
C'è un filo sottile che lega una soprano uruguaiana che ha denunciato Plácido Domingo, una scrittrice che ha vissuto anni a tacere e un'attrice che dedica il suo premio a chi ogni giorno combatte per i più fragili. Quel filo ha un nome: Maria Callas. E martedì 3 marzo, nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli, alla Camera dei deputati, quel nome è risuonato con una forza che andava ben oltre la commemorazione artistica. È stata presentata oggi la sesta edizione del "Maria Callas Tribute Prize NY", il riconoscimento ideato da Dante Mariti che ogni anno, in prossimità dell'8 marzo, porta a New York donne - e qualche uomo - che hanno lasciato un segno nel mondo dell'arte, della cultura, del giornalismo e dell'impegno civile. La cerimonia principale si terrà il 7 marzo presso la Columbus Citizens Foundation di Manhattan, storico punto di riferimento della comunità italoamericana. Ma già oggi, nella cornice istituzionale di Palazzo Theodoli, alcuni premi sono stati consegnati, e le parole pronunciate in sala hanno dato subito il tono di una serata che non sarà soltanto un gala.
A portare i saluti istituzionali, tra gli altri, Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, che ha ricordato come Callas «abbia riscritto le regole in un mondo dominato da canoni estetici e interpretativi predefiniti», sottolineando un paradosso storico: mentre l'emigrazione italiana verso l'America è stata una fuga in cerca di fortuna, Callas ebbe il coraggio di compiere il percorso inverso - dall'America all'Italia, per diventare "La Divina". Sul tema del corpo e dei condizionamenti ha parlato Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere: «Callas è una figura di riferimento nella mia narrazione legislativa. La legge con cui ho istituito la giornata della lotta al body shaming aveva proprio lei come testimonial. All'inizio della carriera aveva delle forme morbide, normali, ma anche all'interno del suo entourage è stata incolpata di questo».
Tra le premiate della giornata, la figura più carica di significato è forse quella di Luz Del Alba Rubio, soprano nata in Uruguay e naturalizzata italiana, una delle artiste che nel 2020 denunciarono pubblicamente molestie e abusi da parte del tenore Plácido Domingo. «Sono molto fiera di rappresentare l'Italia nel mondo con la mia voce», ha detto. «È attraverso l'arte che si uniscono i popoli». Poi, senza abbassare lo sguardo: «Ho scelto di parlare e mostrare quello che succede nel nostro mondo: l'abuso di potere, l'abuso sessuale. Se non stai al gioco, vieni punita».
Tra le premiate anche Maria Grazia Cucinotta, che ha dedicato il riconoscimento a «tutte le donne che lottano contro la violenza. Oggi c'è tanta libertà, anche di fare male, soprattutto con le parole» e Mariarita Grieco, direttrice di Rai Italia: «La sua voce deve essere quella di tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare, lottare e dare l'esempio».
Il 7 marzo, poi, a Manhattan il palco si allargherà. Tra le premiate attese alla Columbus Citizens Foundation figurano nomi di peso internazionale: la performer Marina Abramović, la scrittrice cilena Isabel Allende, l'attrice hollywoodiana Deborah Rennard, la pianista Daniela Reboldi, i soprani Clarissa Costanzo e Sydney Kucine, la mezzosoprano Mariangela Zito, Lisa Bernardini giornalista della Stampa Estera e presidente dell’Associazione culturale Occhio dell’arte APS, e la poetessa Annamaria Farricelli, che porterà a New York L'eco del silenzio, opera nata dalla sua esperienza diretta con la violenza di genere: «È la vita che ho vissuto nel silenzio a cui vengono relegate le donne. Ma che poi esplode, con un'eco che arriva ovunque». Premio anche all'attore salentino Ivan Raganato. La serata sarà condotta dalla giornalista e attivista Claudia Conte, già insignita del Premio Callas nel 2024. I premi, va detto, sono opere della scultrice siciliana Rosa Maria Raffaele.
Il giorno prima, il 6 marzo, alcune delle artiste si esibiranno in un concerto di beneficenza al Terence Cardinal Cooke Health Care Center di Manhattan, al 1249 della Quinta Avenue: è lì che il 2 dicembre 1923, quando l'edificio si chiamava ancora Flower Hospital, nacque Maria Callas. Cantare per i malati nell'ospedale in cui è venuta al mondo "La Divina", il giorno prima di premiare chi ne ha raccolto l'eredità più scomoda. Quella di non tacere, di non stare al gioco, di non piegarsi ai canoni imposti. Forse è proprio questo il senso più autentico di un premio che porta il suo nome.
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