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Approvato Odg al Senato: stop al declino delle slot, la maggioranza cambia rotta

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L’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal senatore Claudio Lotito durante l’iter della Legge di Bilancio 2026 segna un passaggio politico significativo per il comparto del gioco pubblico, in particolare per le AWP. Si tratta di un impegno formale assunto dalla maggioranza che va oltre la mera amministrazione ordinaria del settore e suggerisce che il centrodestra stia iniziando a riconoscere l’insostenibilità dell’attuale quadro normativo e fiscale costruito negli ultimi decenni. Anche se non si tratta di un provvedimento immediatamente vincolante per il Governo, il segnale è netto: il sistema del gioco fisico, soprattutto nelle sue componenti più tradizionali come le slot, sta vivendo una crisi indotta, sempre meno accettabile sia in termini di gettito erariale sia di capacità di presidio legale e concorrenza leale. Oltre che sul piano occupazionale e imprenditoriale. 

Questo atto può essere interpretato come un via libera preliminare a una serie di interventi di natura transitoria, pensati per attenuare le distorsioni oggi presenti, recuperare una quota di raccolta legale e contrastare con maggiore efficacia il fenomeno dell’illegalità, preparando al tempo stesso il terreno per una riforma più ampia e strutturale. La riforma auspicata dovrebbe intervenire sulle iniquità che penalizzano il gioco fisico senza però generare alcun vantaggio concreto né per le casse pubbliche né per la reale tutela dei giocatori.

Rimane naturalmente da capire con quali tempi e con quanta determinazione l’Esecutivo intenda dare seguito a questo indirizzo politico. Tuttavia l’approvazione dell’ordine del giorno testimonia una consapevolezza ormai diffusa: in assenza di correttivi di sistema il comparto rischia di perdere progressivamente base imponibile, valore economico delle concessioni e strumenti effettivi di controllo del mercato.

A determinare questo cambio di prospettiva contribuiscono dati ormai incontrovertibili. Il segmento delle AWP ha subito un ridimensionamento drastico negli ultimi anni, con la raccolta che dai 24 miliardi del 2018 dovrebbe attestarsi intorno ai 15,4 miliardi nel 2026 secondo le stime più recenti. Questo calo non ha portato a un rafforzamento delle entrate dello Stato: al contrario ha prodotto una perdita cumulativa stimata in circa 900 milioni di euro, nonostante il PREU sulle somme giocate sia stato portato dal 19,1% al 24%. Nel biennio 2024-2025 la flessione ha superato il 10% rispetto al 2023, mentre parallelamente si è assistito a un indebolimento del valore delle concessioni e a una migrazione della domanda verso l’online regolamentato o, in misura preoccupante, verso canali non autorizzati.

Le scelte regolatorie adottate negli ultimi anni hanno aggravato la situazione rendendo il prodotto legale meno competitivo: il payout minimo è sceso dal 75% al 65% e la vincita massima è rimasta bloccata a 100 euro, con un evidente impatto negativo sull’attrattività per il giocatore.

L’ordine del giorno delinea un percorso di riequilibrio che punta a intervenire su più fronti. Si propone di rivedere la base imponibile delle AWP, valutando anche in via sperimentale il passaggio dal prelievo sulle somme giocate al prelievo sul net win, ovvero sulla differenza tra quanto giocato e quanto restituito in vincite. Questa impostazione potrebbe attenuare alcune distorsioni concorrenziali e rafforzare l’efficacia del contrasto all’illegalità. Sul piano dell’offerta si parla di certificare nuovi prototipi con payout minimo non inferiore al 70% e vincita massima portata a 200 euro, nella convinzione che un prodotto più attraente possa recuperare raccolta senza compromettere il controllo pubblico. Parallelamente si insiste sull’aspetto della responsabilità sociale, prevedendo soluzioni tecniche per bloccare l’accesso ai minori, limiti di tempo personalizzabili dal giocatore e messaggi di avviso visualizzati direttamente sullo schermo.

Nel loro insieme queste misure vengono presentate come interventi ponte, capaci di stabilizzare il gettito, allargare la base imponibile e preservare l’equilibrio tra sostenibilità economica delle concessioni, tutela della salute pubblica e lotta al gioco illegale. È proprio la ricerca di questo equilibrio a costituire il vero nucleo politico dell’iniziativa.

Se e in che misura il Governo trasformerà questi impegni in atti concreti resta tutto da verificare, ma la volontà politica c’è. Quello che appare certo è che l’approvazione in Senato rappresenta una rottura rispetto al immobilismo degli anni precedenti: la maggioranza sembra aver preso atto che il declino delle AWP non è un semplice fenomeno di mercato, ma é indotto dalle regole, il sintomo di un assetto normativo che necessita di essere ripensato in profondità. Potrebbe trattarsi del primo passo concreto verso una riforma complessiva del gioco pubblico capace di rimettere al centro legalità, gettito erariale e tutela effettiva dei giocatori.

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