Il medico dello sport e il suo romanzo ambientato al San Camillo
Dalla ricerca di una immaginaria ricetta per l’eterna gioventù, ad un viaggio più intimo e realistico verso la scoperta di intime emozioni. Dal mistero che conduce il corpo ad un’ambiziosa immortalità, al mistero che regola i sentimenti dell’animo umano. A quattro anni dalla pubblicazione de “La porta di Esculapio”, Antonio Fiore, medico specialista in Medicina dello Sport e Ortopedia, dirigente della ASL Roma 3 e Presidente della Commissione Medica della Federazione Internazionale di Scherma (quella del 2028 sarà la sua ottava Olimpiade) torna con un nuovo romanzo “La Bocca del Fiume”. Due romanzi accomunati da alcuni dei protagonisti che legano le due storie (Leo, il professor Edoardo Castelli e Roma che non abbandona mai l’animo dello scrittore), ma diversi nel cammino stilistico e narrativo. Anche in questo testo c’è l’humus del mistero che avvolge storie e personaggi. Questa volta Fiore sente maggiormente il bisogno di scavare nell’animo umano con le sue inquietudini e desideri di scoprire la vita in tutte le sue sfaccettature. Una veste, quella dello scrittore, che ha alcune similitudini con quella dell’allenamento sportivo che caratterizza la sua professione: un continuo lavoro proiettato al quotidiano miglioramento imparando e crescendo.
La Bocca del Fiume (edito dalla casa editrice Bertoni e sempre nella collana Schegge diretta da Anthony Caruana) arriva come detto a quattro anni di distanza da La porta di Esculapio. Un periodo sufficiente per elaborare una vicenda capace di scavare molto più nell’animo dei protagonisti con la scelta di Fiore di passare dall’azione al thriller noir con lo sfondo di una Roma sempre pronta a regalare emozioni in chi scrive e in chi legge. Protagonista del nuovo romanzo è Leo che a 83 anni ne dimostra cinquanta grazie alle sperimentazioni cui è stato sottoposto in gioventù. Ha lottato tutta la vita per la sopravvivenza e per la giustizia, ma ha conosciuto solo sporadici momenti d'amore e la sua straordinaria efficienza psicofisica è in netto contrasto con una profonda stanchezza dell'anima, derivante da un’esistenza dura e priva di autentica felicità. A un anno di distanza dalla drammatica esplosione avvenuta nei sotterranei della Clinica Esculapio, cerca di rifarsi una vita e lavora come inserviente in un grande ospedale romano, il San Camillo, quando si ritrova coinvolto in una rete di eventi oscuri legati al proprio passato.
Le vicende si innescano a partire dal momento in cui incontra nel pronto soccorso Lorenza, una ragazza picchiata a sangue e turbata da frammenti di memoria che riguardano la sua famiglia e le sue origini. La trama si sviluppa all’inizio in una Roma di periferia, nella quale la commissaria Valeria Nardi è incaricata di indagare su una serie di crimini violenti che stanno terrorizzando la città e che sembrano ispirati ai simboli esoterici della trasmutazione alchemica. A fare da contrappunto alla tensione, l'umanità di alcuni personaggi emerge nelle loro riflessioni, come nel caso di Silvia, che lotta con i fantasmi del passato, o del professor Edoardo Castelli, che nello stesso passato cerca le tracce per portare avanti le sue ricerche scientifiche. Il romanzo si snoda poi tra Roma, San Leo e una sperduta zona di montagna tra Marche e Umbria, in un crescendo di misteri irrisolti, legami emotivi intricati e un senso di inevitabile resa dei conti. Valeria, Lorenza, Silvia…Un posto speciale è riservato alle figure femminili. “Si tratta di personaggi molto diversi e distinti tra di loro. Una diversità che ho trovato stimolante e che rappresenta un punto solido della narrazione del nuovo libro”, spiega Fiore.
Una struttura narrativa che sembra adattarsi anche alla possibilità di una trasposizione cinematografica della storia e che sembra fare riferimento alla presenza nel libro di sfumature autobiografiche. A cominciare da un episodio preciso legato ai ricordi di infanzia del protagonista. “Sono partito dal ricordo di un trauma infantile di Leo ispirato a un episodio reale della mia vita. Una scelta non casuale perché l’obiettivo che mi sono prefisso è stato proprio quello di andare in fondo all’animo umano oltre al racconto delle scene di azione. E non esiste trama più emozionante del racconto delle profondità contenute in ognuno di noi”, conclude il medico scrittore.
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