Vittoria Roma, memorie di viaggi nella nuova collezione della couturier Perino
Incastonato tra due dei quartieri più iconici di Roma, Trastevere e Testaccio, il nuovo atelier di Vittoria Roma è un’istantanea di viaggio. Al quarto piano di Via Ettore Rolli 30, questo nuovo spazio personale ed evocativamente visivo scrive le prime pagine di un percorso in solitaria della couturier Maria Vittoria Perino. “Volevo uno spazio luminoso, accogliente e che parlasse di me e dei viaggi reali e simbolici” afferma Perino, “Un luogo sintesi di strade percorse, la cui memoria fa affiorare affreschi che si traducono in abiti, completi e dettagli narrativi, e di viaggi ancora da intraprendere”. Ed è in questo nuovo luogo del cuore che nasce la nuova collezione SS25: giornale di bordo dalle terre marocchine, tra panorami abbacinanti e vibranti sfumature coloniali, dove il vento accarezza le dune, il sole riscalda la pelle e le notti profumano di spezie. Per il giorno, le linee sono essenziali, morbide, mai ferme. Le giacche doppiopetto in lino gessato hanno tasche profonde per custodire i ricordi, e maniche a calice con dettaglio gioiello. I gilet in lino grezzo e i pantaloni ampi si muovono con il vento, leggeri, mentre le camicie sahariane si aprono sul collo come pagine di un diario di viaggio. E ancora, le gonne di seta longuette a portafoglio disegnano in verticalità una nuova poetica del viaggio, mentre gli abiti in seta pura fantasia si colorano di infinite sfumature, soffermandosi sulle tonalità sabbia e celeste polvere, e definendosi in scollature ora collegiali ora all’americana.
I dettagli, cifra stilistica identitaria, sono scelti con minuzia: bottoni in osso, legno e corda si alternano a cinture morbide annodate in vita, colletti che sfiorano il collo con discrezione, mentre dettagli in cristallo impreziosiscono scollature e gonne a corolla. Quando il sole si abbassa, gli abiti, le tute e i copricostume si fanno impalpabili: pura seta in tonalità bruciate e beige, come deserti al tramonto. E la sera, con la sua promessa di ristoro dal
caldo, esplode in bellezza: abiti in organza color acqua cangiante avvolgono la silhouette con grazia, mentre i tulle ricamati si accendono di riflessi dorati, come granelli di sabbia al tramonto. Immaginifica, la donna Vittoria Roma vive un’eleganza che non chiede il permesso, ma solo il tempo per essere osservata, con lo sguardo sempre rivolto all’orizzonte, verso nuovi mondi e terre da esplorare.
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram