Dalla fisica all'industria: la storia di Flavia, talento STEM alla guida della fabbrica di semiconduttori di Leonardo
Nel cuore della Tiburtina Valley, lo stabilimento di Leonardo rappresenta un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo nella progettazione di sistemi radar per la difesa terrestre e navale, nonché nello sviluppo di soluzioni avanzate di comando e controllo in ambito navale e subacqueo. Il sito ospita anche la produzione di sistemi di gestione del traffico aereo, attualmente installati in circa 120 aeroporti distribuiti nei cinque continenti. Al suo interno si trovano inoltre camere anecoiche, ovvero isolate da interferenze elettromagnetiche, progettate per il collaudo dei radar.
A completare il quadro, la cosiddetta “fonderia”, una fabbrica di semiconduttori considerata un modello in termini di collaborazione tra Industria, università e centri di ricerca. Si tratta di un centro di eccellenza a livello europeo che consente all’azienda di progettare e produrre in-house componentistica microelettronica. Si parla di tecnologie 400 volte più sottili di un capello alla base di tutti i radar multifunzionali di nuova generazione. Radar capaci di guardare a migliaia di chilometri di distanza (dalla Sicilia fino alle coste dell’Africa, per intenderci) e di rilevare anche i più piccoli elementi presenti nel cielo. Tecnologie in grado di supportare passeggeri e operatori aeroportuali durante tutte le fasi del volo, dal decollo all'atterraggio, garantendo una gestione del traffico aereo efficiente e sicura, a beneficio di oltre 4,7 miliardi di viaggiatori ogni anno.
Quando vide la luce a metà degli anni ’70, la fabbrica di semiconduttori ebbe come prima direttrice l’ing. Marina Buiatti. Oggi come allora, questo asset strategico è diretto da una donna, la dott.ssa Flavia Crispoldi, laureata in fisica ed entrata nel team della fonderia a seguito di un dottorato di ricerca.
Dott.ssa Crispoldi, il ruolo che lei occupa è di prestigio e la vede alla guida di un team di giovani ricercatori. Come ci è arrivata? Qual è stato il suo percorso accademico e lavorativo?
Il mio percorso è iniziato con una laurea nel 2004 in fisica della materia condensata ed è continuato con un dottorato, fra i laboratori della Sapienza e il centro di ricerca Sincrotrone di Trieste, in fisica delle superfici. Inizialmente pensavo che il mio percorso lavorativo fosse stato già segnato dai miei studi e che avrei fatto la spettroscopista tutta la vita, dedicandomi allo studio dell’interazione tra materia e la radiazione elettromagnetica. Subito dopo il dottorato, si è però presentata l’opportunità di entrare nel mondo dell’industria, in Leonardo. Confesso che all’inizio ero un po’ diffidente nel lasciare la ricerca di base. Ho poi scoperto in questa azienda una realtà tecnologica allo stato dell’arte. Un unicum nel settore della difesa, stimolante, che mi ha dato diverse opportunità e un percorso di crescita continua che non avrei potuto ottenere soltanto fra i banchi universitari.
2) Quali sono oggi le sue responsabilità? Quali sfide e opportunità deve affrontare ogni giorno nel suo lavoro?
Oggi sono responsabile della Manufacturing & Supply Chain dello stabilimento di Roma Tiburtina, sito in cui è inserita la produzione di semiconduttori per il settore difesa che oggi conta circa 30 addetti fra ricercatori e tecnici. Ritengo che sia un ruolo sfidante in cui sono necessarie sì competenze manageriali, ma anche competenze tecniche che consentono il controllo degli asset produttivi, il mantenimento dei flussi di processo, l’analisi delle specifiche di prodotto e il mantenimento della delivery di una tecnologia affidabile e di qualità.
3) La fonderia si trova in uno stabilimento che incentra la sua attività nello sviluppo di sensori per la sorveglianza e la difesa. Quali sono le principali innovazioni che il settore sta affrontando e qual è ruolo giocato da un asset strategico come la fonderia?
Su questo asset, che nasce in Leonardo come realtà di Ricerca e Sviluppo tra le poche in Europa, stiamo implementando un modello produttivo incentrato sulla produzione di wafer, materiale semiconduttore e componente base nella produzione di sensori radar. L’obiettivo è l’aumento della capacità produttiva, attraverso l’ottimizzazione di processi sempre più digitalizzati e sostenibili, e l’internalizzazione di tecnologie ritenute strategiche nel settore della difesa e sorveglianza. Oggi lavoriamo sulla produzione di tecnologie di nitruro di gallio, materiale semiconduttore, in grado di operare a bande di frequenza sempre più elevate. L’obiettivo è creare un prodotto in grado di gestire sempre più potenza ed efficienza e di ridurre le dimensioni della tecnologia stessa.
4) Perché è importante che l’Italia e l’Europa siano autonome nel settore?
L’Italia e l’Europa hanno bisogno di sviluppare maggiore autonomia strategica nel settore dei microchip per la difesa, oggi essenziali per la produzione di dispositivi elettronici impiegati nella tutela della sicurezza nazionale. L’internalizzazione di queste attività ci rende indipendenti rispetto a vincoli di condivisione di competenze tecnologiche, di esportazione di materiali e ci consentirà di ampliare i campi di applicazione.
5) Quali prospettive l’azienda ha delineato per la fonderia?
Leonardo sta investendo nell’aumento sia delle capacità produttive che della capability tecnologica. È in atto un progetto di ampliamento delle aree che vedrà raddoppiare le cosiddette cleanroom classe 100, speciali camere in cui avviene la produzione e che rispettano stringenti standard di purezza. Per intenderci, questi ambienti sono 100 volte più puliti e di una sala operatoria. Il piano di sviluppo prevede, nei prossimi 5 anni, importanti investimenti per il rinnovamento tecnologico dell’asset.
6) Il mercato del lavoro è alla continua ricerca di persone con formazione STEM. Quali consigli si sente di dare a chi come lei vuole intraprendere questo percorso e vuole affermarsi nel mondo della tecnologia?
La formazione STEM apre le porte a percorsi lavorativi appassionanti e a volte poco esplorati, in cui affrontare quotidianamente sfide tecnologiche estremamente stimolanti. Anche in Leonardo, attraverso il programma “Mentoring the Mentors”, promuoviamo la cultura STEM tra le giovani donne che vogliono intraprendere questo percorso. Quello che mi sento di consigliare è che non bisogna demordere ai primi ostacoli e scoraggiarsi nel corso degli studi universitari perché, per parafrasare un mito della fisica come Einstein, “la cosa più incomprensibile della fisica è che sia comprensibile”. È solo una questione di apprendimento degli strumenti e del linguaggio corretto: è questo che ci consente di accedere alla bellezza di questo mondo pieno di opportunità e soddisfazioni.
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