Un appuntamento per analizzare prospettive e dinamiche intorno ad un obiettivo che è tornato ad avere centralità nel confronto politico: la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Sarà questo il cuore dell’iniziativa che si svolgerà domani, 3 febbraio, dalle 11.30 presso la Sala Accademia in via Principessa Clotilde 7 a Roma. “Ponte sullo stretto, grandi opere e regole del gioco”, è questo il titolo dell’iniziativa che, moderata dal giornalista di Skytg24 Roberto Inciocchi, vede un panel composto da esperti del settore, accademici, attori istituzionali.
Dopo i saluti iniziali di Mario Tonucci (Senior Partner di Tonucci&Partners) e Stefano Colarieti (Direttore Generale Consenso Europa), si alterneranno Enzo Siviero (Rettore Università E-CAMPUS), Matilde Siracusano (Sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento), Piergiuseppe Venturella (Avvocato Tonucci&Partners), Federico Iadicicco (Presidente Anpit); Mario Nobile; (Direttore Generale per i Sistemi Informativi e Sistemi Statistici MIT). Il tavolo di lavoro ha come obiettivo un focus sulle grandi opere che costituisce un pilastro fondamentale nel processo di rilancio economico del nostro Paese.
Il CRESME - Centro ricerche economiche, sociologiche e di mercato registra, complici i primi effetti del PNRR, 7,2 miliardi di opere aggiudicate. In particolare, il Pnrr finanzia ben 1.463 interventi che dovranno essere tutti appaltati o almeno banditi entro fine anno come condizione per non perdere i finanziamenti: una enorme mole di gare e affidamenti che vale circa 20 miliardi, considerando che gli extracosti finanziati oscillano mediamente tra il 20 e il 30% dell’importo originario e in alcuni casi di grandi opere toccano addirittura il 35-40%. Di questi finanziamenti straordinari, una fetta del 73%, pari a 5,9 miliardi va a opere che ricadono nella competenza del ministero delle Infrastrutture: 4,4 miliardi a opere Pnrr ma ci sono anche 263 milioni per il Piano nazionale complementare e 679 milioni per i commissari straordinari.
Tra le aggiudicazioni di importo superiore a un miliardo di euro, svettano le ferrovie. La rete italiana (gruppo Fs) resta infatti in prima posizione nel 2022 sia per importi banditi (7.231 milioni) che per importi aggiudicati (8.436 milioni). Seguono le autostrade (7.364 miliardi di euro assegnati), le telecomunicazioni (5.918 miliardi) e l’energia (5.642 miliardi). Il settore residenziale, invece, si aggiudica opere per 2.449 miliardi, poco distante la sanità (2.174).
A questo si aggiunge il decreto del Ragioniere generale dello Stato che ripartisce 8,1 miliardi del «fondo opere indifferibili» proprio per compensare gli aumenti di costi che le stazioni appaltanti grandi e piccole porteranno in gara. Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto, opera che nel corso degli anni è stata oggetto di forti dibattiti, spesso polarizzanti, la volontà politica del Governo in merito è quella di accelerare sul progetto che collegherebbe la Sicilia con il continente via ferro e su strada. Il ministro Salvini a margine dell’ultimo Consiglio Ue ha infatti dichiarato: "L'obiettivo è, se tutto va come mi auguro e come l'Italia si augura, è partire con i lavori entro due anni."
Nel tavolo verranno affrontati anche i temi delle smart road, il processo di digitalizzazione che riguarderà il nostro sistema infrastrutturale e le problematiche relative al settore del trasporto, e della logistica.
