C’è un nuovo fermento che attraversa la città dopo i mesi che hanno visto il mondo affrontare la tragedia del COVID-19. Il mercato immobiliare del lusso sembra ripartire. Abbiamo chiesto a Andrea Corati, immobiliarista romano, quale sia la sua personale sensazione.
Ora che la pandemia sta finendo, come vede orientato il mercato immobiliare nella Capitale?
Il dato oggettivo rivela un nuovo fermento nelle transazioni. Dopo momenti bui le persone vogliono cambiare casa per migliorare la qualità della vita. In aggiunta, gli stranieri mostrano un rinnovato interesse per la nostra città e si dimostrano desiderosi di investire.
Ma il mercato è pronto?
Sì. Un grande aiuto lo stanno dando i bonus per le ristrutturazioni. Questi ono stati la chiave di volta che ha convinto i proprietari a investire per rinnovare le centinaia di immobili che a Roma languivano in uno stato di semi abbandono.
E il nuovo?
Se parliamo di lusso dobbiamo concentrare la nostra attenzione sul centro città. Ma qui il nuovo praticamente non esiste. In periferia esiste un mercato che però non è di élite ma tende a soddisfare la nuova generazione di immigrati che è riuscita a mettere da parte i soldi per comprare casa.
Quali sono, invece, i segnali di un rinnovato interesse della clientela internazionale per la Capitale?
Per il momento i segnali non sono così evidenti. Ma un occhio attento non può non aver notato i movimenti nel settore della ristorazione e dell’accoglienza. Gli standard si sono alzati per soddisfare sempre di più e meglio i cittadini del mondo. Non ci dobbiamo confondere, però, con Milano. Al nord lo straniero va per fare business. A Roma viene per vivere la città in tutto il suo fascino e la sua bellezza.
Ci può fare qualche esempio pratico in questa direzione?
Sono di prossima apertura l’Hotel Four Season e, a San Lorenzo, il SohoHouse, chiari esempi di una cultura globale. Ma per restare in una dimensione domestica che guarda, però, ciò che succede all’esterno, basta pensare ai nuovi uffici dell’Enel che occuperanno lo stabile della Vecchia Zecca. Sono questi tre piccoli esempi che danno l’idea di una Roma che vuole rinascere.
