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Ceuta, blitz antitratta: la polizia smantella la banda che speculava sui migranti e li portava in Europa
Agenti della polizia nazionale spagnola hanno smantellato a Ceuta un'organizzazione criminale dedita, secondo le accuse, a favorire l'immigrazione irregolare. Il gruppo avrebbe ottenuto ingenti profitti sfruttando la condizione di particolare vulnerabilità dei migranti arrivati da poco nell'exclave. Due persone sono state arrestate per lo sfruttamento dei migranti vulnerabili attraverso alloggi inadeguati, richieste di denaro e minacce. L'organizzazione, secondo gli inquirenti, svolgeva diverse funzioni, tra cui reclutamento, alloggio, riscossione di denaro, controllo e intermediazione, per facilitare il successivo trasferimento irregolare dei migranti verso la penisola iberica. Chiedeva fino a 900 euro al mese per ospitare persone vulnerabili in garage e altri spazi privi di condizioni abitative idonee. I sospettati offrivano poi il trasporto verso la penisola iberica per cifre fino a 6.000 euro e condizionavano persino la fornitura di materassi e coperte al pagamento integrale delle somme richieste. Le vittime sarebbero state sottoposte a minacce e coercizione per impedire di testimoniare contro i responsabili.
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L'indagine ha preso il via dopo la segnalazione della presenza costante di migranti nelle aree comuni di un garage condominiale vicino al quartiere Príncipe. La situazione aveva destato preoccupazione tra i residenti locali a causa della presenza di diverse persone che dormivano sul pavimento in spazi destinati al parcheggio dei veicoli, privi di condizioni abitative adeguate. A volte, il numero di persone che utilizzavano queste strutture per dormire raggiungeva circa le venti unità, circostanza che permetteva ai responsabili di generare introiti significativi. Secondo le testimonianze raccolte durante l'indagine, alcuni di questi alloggi venivano offerti a circa 30 euro al giorno, arrivando fino a 900 euro al mese. I migranti venivano sistemati in posti auto, depositi e altre aree non conformi agli standard minimi. Inoltre, l'accesso a beni essenziali per il riposo, come materassi o coperte, era subordinato al pagamento integrale delle somme richieste. Venivano applicate tariffe comprese tra i cinque e i dieci euro anche per la ricarica completa dei telefoni cellulari. L'indagine ha rivelato poi che l'organizzazione offriva ai migranti anche la possibilità di un trasferimento irregolare verso la penisola spagnola, a fronte di pagamenti che potevano raggiungere i 6.000 euro.
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Alcune persone individuate nel corso dell'indagine hanno riferito di aver ricevuto istruzioni di nascondersi ed evitare contatti con le forze dell'ordine in attesa di un eventuale trasferimento nella Spagna continentale. Inoltre, le testimonianze raccolte hanno evidenziato minacce di morte e atti di coercizione nei confronti delle vittime, volti a impedire loro di testimoniare contro i responsabili dell'organizzazione. Nel corso dell'operazione di polizia sono stati inizialmente individuati diversi migranti in situazione irregolare, nonché soggetti particolarmente vulnerabili. Alcuni hanno reagito con timore all'arrivo degli agenti impegnati nell'operazione. Successivamente, diverse persone hanno accettato volontariamente di collaborare con gli inquirenti e sono state condotte presso uffici di polizia per rendere dichiarazioni. Le loro testimonianze hanno contribuito a ricostruire il funzionamento della rete e a identificare i ruoli presumibilmente ricoperti dai suoi membri. A seguito dell'operazione, due persone sono state arrestate a Ceuta per il loro presunto coinvolgimento nelle attività oggetto di indagine, riferisce la polizia spagnola in una nota.