Terremoto
Terremoto in Colombia: 172 vittime accertate e migliaia di dispersi. Il sindaco di Cali aggredito in strada
È di 132 morti e 700 feriti il bilancio, ancora provvisorio ma aggiornato a stanotte, del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito ieri la Colombia. Secondo quanto riportano i media locali, autorità e soccorsi sono impegnati a scavare tra le macerie per trovare persone ancora in vita ma sepolte dai crolli. Le famiglie colombiane hanno pubblicato informazioni sui propri cari scomparsi su siti web gestiti dai cittadini. Fino a lunedì sera risultavano segnalate come disperse oltre 2.700 persone.
Un neonato e sua madre sono stati messi in salvo: erano rimasti intrappolati sotto le macerie di un edificio crollato. E' accaduto a Cali, una delle città più popolose della nazione e tra le più colpite dal sisma. Lo riporta El Tiempo, il principale quotidiano del Paese. Le immagini video diffuse sui social media mostrano le operazioni di salvataggio dei due dalle macerie. Si tratta di una donna e di un bambino di pochi mesi. Il filmato mostra l'intervento di soccorso durante il quale le squadre di emergenza, insieme ai membri della comunità, li hanno estratti vivi, ponendo fine al loro calvario.
Il Paese è provato dalla catastrofe. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, è stato aggredito mentre si trovava a gestire l'emergenza nelle strade della città. Ne danno notizia i media locali tra cui Semana, che hanno pubblicato video dell'aggressione. Il primo cittadino si trovava in compagnia di diverse persone quando un gruppo ha iniziato a gridargli contro. La scorta lo ha quindi allontanato dalla zona e in quel momento gli è stato lanciato un sasso che lo ha colpito alla testa. Le autorità stanno analizzando i filmati delle telecamere di sicurezza della zona per identificare i responsabili.