Teheran funerali di Khamenei. Fra i presenti spunta anche un "italiano" sciita: "Lui una guida"
Ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso nel raid di inizio guerra da Usa e Israele lo scorso 28 febbraio, parteciperà anche uno sciita vissuto in Italia per vent'anni che ha interloquito con l'AdnKronos. Si tratta dell'hojjatoleslam (nella corrente sciita, grado inferiore solo a quello degli Ayatollah) Mostafa Milani Amin. "Parteciperò ai funerali, a Dio piacendo, con grande raccoglimento - dice nell'intervista - Con il martirio dell'ayatollah Seyyed Ali Khamenei si conclude una fase storica che ha segnato l'Iran e l'intero Medio Oriente. Mi aspetto una partecipazione popolare molto ampia, perché per molti iraniani è stato non solo un leader politico, ma anche, e soprattutto, una guida religiosa".
Nessun commento sulle sue gesta spietate del regime, l'uccisione di 40mila dissidenti lo scorso gennaio e la terribile dittatura che Khamenei conduceva e che ha poi passato al figlio Mojatba. Le esequie della Guida proseguiranno comunque nei prossimi giorni con un percorso articolato fra Qom, Najaf, Karbala fino a Mashhad dove avverrà la sepoltura.
Secondo Amin, nel mondo del clero sciita la figura di Khamenei viene ricordata come quella di un leader che "ha garantito continuità alla Repubblica Islamica dopo l'Imam Khomeini, guidandola in un contesto segnato da sanzioni, conflitti e forti pressioni internazionali". E aggiunge: "Molti ne evidenziano la fermezza nella difesa dell'indipendenza dell'Iran, il sostegno alle istituzioni religiose e l'attenzione alla causa palestinese e ai movimenti della Resistenza nella regione. La sua eredità è destinata a incidere ancora a lungo".
Apprezzamenti ed elogi, poi silenzio totale sulle responsabilità dell'Iran nel disordine globale che passa anzitutto sul finanziamento ai gruppi terroristici in giro per il mondo. "Rimangono i suoi insegnamenti, le sue lezioni e il suo richiamo costante ai valori dell'Islam e della giustizia - conclude - Sul piano politico lascia una Repubblica Islamica che, pur sottoposta per decenni a sanzioni e forti pressioni esterne, ha consolidato le proprie capacità scientifiche, tecnologiche e strategiche, contribuendo a rafforzare il ruolo dell'Iran negli equilibri regionali". Buone parole anche il neo capo Mojatba, una "figura conosciuta e stimata e apprezzata per la sua solida formazione religiosa". Parole inquntanti che legittimano una forma di estremismo politico e religioso in un clima già saturo del fondamentalismo islamico
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