Guardiani della rivoluzione
Iran, il generale Vahidi riappare dopo mesi accanto alla bara di Khamenei: riecco il capo dei Pasdaran
Il capo dei Guardiani della rivoluzione, il potente generale Ahmad Vahidi, è apparso in pubblico per la prima volta dopo mesi, mentre Teheran si prepara ai funerali del defunto leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei, che dureranno diversi giorni. Foto pubblicate online dai media di Stato iraniani mostrano il generale mentre partecipa a una riunione sui funerali di Khamenei, per poi sedersi accanto alla sua bara durante una cerimonia più ristretta celebrata in suo onore giovedì sera nei pressi dell'ex residenza della Guida suprema nel centro di Teheran. Secondo gli esperti, Vahidi è diventato una figura di spicco nella definizione della linea dura dell'Iran nei negoziati per una possibile conclusione definitiva della guerra. Si ritiene che faccia parte di una ristretta cerchia in contatto diretto con il nuovo leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, che rimane nascosto dopo essere stato ferito negli attacchi israeliani del 28 febbraio che hanno ucciso il padre, del quale appunto si celebreranno i funerali. Vahidi non era più apparso in pubblico dall'8 febbraio, settimane prima dell'inizio della guerra in Iran.
Un video pubblicato dai media di Stato iraniani mostra la cerimonia funebre per Khamenei nei pressi della Husseiniyah all'interno del suo complesso a Teheran. Secondo i media di Stato, la salma di Khamenei si trovava in una bara su un palco, con tulipani rossi allineati davanti e, dal soffitto, quelle che sembravano farfalle di carta. I partecipanti al lutto, vestiti di nero, identificati come appartenenti alle famiglie di coloro che hanno perso i propri cari nella guerra di 12 giorni del 2025 e nella recente guerra in Iran, hanno lanciato sciarpe e altri oggetti affinché gli addetti li facessero sfiorare la bara, una pratica comune in Iran.
In seguito i media statali hanno mostrato immagini della bara di Khamenei avvolta da una bandiera rossa con una scritta bianca che recitava "Ya Hussein", un'espressione sciita in ricordo del martirio, avvenuto nel VII secolo, del nipote del profeta Maometto. La bandiera sventolava in passato sopra il santuario dalla cupola dorata dell'Imam Hussein a Karbala, in Iraq, e simboleggia tradizionalmente sia il sangue versato di chi è stato ucciso ingiustamente, sia un appello alla vendetta. Khamenei è stato ucciso insieme ad alcuni membri della sua famiglia in un attacco aereo israeliano all'inizio della guerra lanciata da Usa e Israele lo scorso 28 febbraio.