dopo la champions
Francia, violenza e saccheggi: Parigi a ferro e fuoco da immigrati e seconde generazioni
Il Paris Saint-Germain vince la Champions League e la Francia viene messa a ferro e fuoco. È il paradosso dell’integrazione mal riuscita, di città messe a ferro e fuoco. Parigi, ma non solo, come vedremo. E bastava farsi un giro per i social nella notte tra sabato e domenica per immergersi, dallo schermo dello smartphone, nell’incubo delle rivolte. Un inferno appiccato in simultanea, videogame coordinato. Dunque scorrendo le clip dei social si vedono roghi appiccati su bici dei bike sharing ammucchiate, incappucciati che sparavano lanci pirotecnici contro i poliziotti dell’antisommossa, auto prese d’assalto con gli occupanti tirati fuori dall’abitacolo, negozi devastati. Come lo scorso anno, sia in occasione dell’altra vittoria in Champions, sia delle elezioni parlamentari, ma peggio dello scorso anno. Le autorità parlano di 780 persone fermate in tutto il Paese, oltre 450 trattenute, 219 partecipanti feriti (otto in modo grave) e la morte di un giovane motociclista schiantatosi contro blocchi di cemento sulla Périphérique a Parigi. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez, che proviene dalla carriera prefettizia, ha affermato: «Gente che neppure guarda le partite è uscita per creare incidenti e disordini». Nuñez ha spiegato che «57 agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti».
Le violenze non sono state circoscritte a Parigi. Il ministro ha confermato che episodi di violenza sono stati registrati in 71 comuni, con saccheggi e furti in circa quindici città francesi. A Rennes, Strasburgo, Clermont-Ferrand e Grenoble si sono verificati danni a negozi e veicoli, incendi di cassonetti e barricate, e scontri con la polizia. A Parigi gli scontri più gravi si sono avuti attorno al Parco dei Principi, sugli Champs Élysées e nella zona di Porte de Saint Cloud; è stato assaltato un commissariato nell’VIII arrondissement, mentre i teppisti hanno eretto barricate con biciclette e materiali da cantiere, incendiando oggetti e bloccando tratti della tangenziale. Molti feriti dovuti a lanci di petardi, mortai e fuochi d'artificio usati come armi; circa un centinaio di mortai sono stati sequestrati. La politica francese ha comprensibilmente scatenato la ridda di reazioni, che si contrappongono alle parole imbarazzate di Macron arrivate solo ieri sera: «Caos e violenze indicibili». La leader di Rassemblement National Marine Le Pen ha detto che «i francesi non ne possono più di queste scene di caos che si moltiplicano al minimo pretesto». Jordan Bardella, prossimo candidato alle presidenziali, ha denunciato che «delle bande se la prendono con i beni pubblici, con i negozi e con le forze dell’ordine. Il modus operandi è sempre lo stesso: lanciare pietre, distruggere, saccheggiare». François Xavier Bellamy, gollista dei Repubblicani, ha affermato: «Questa non è una festa. Non è nemmeno un "eccesso". È un progetto: una minoranza ha deciso di dirottare ogni legittima occasione di gioia collettiva per dimostrare la propria capacità di imporsi e di distruggere».
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Anche in Italia la notte ha provocato reazioni politiche: il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha scritto su X che «Parigi dopo la vittoria del Psg in Champions. Guerriglia urbana, molti fermati ovviamente sono di quelle 'seconde generazioni' ben integrate e che ci pagheranno le pensioni... Bardella e Le Pen, l'anno prossimo tocca a voi provare a rimediare ai disastri di Macron e dei socialisti», una dichiarazione che punta al cuore del problema dei percorsi di integrazione mal riusciti. E la tremenda notte della Francia era stata evidenziata anche da Elon Musk, in un tweet in cui sottolineava «problemi a Parigi». Ancora una volta, quindi, la Francia si riscopre indifesa ed esposta al ribollire delle banlieue e dei «maranza» d’Oltralpe.