Hormuz, le "intollerabili" condizioni dell'Iran sulla riapertura
Non è al momento possibile alcuna normalizzazione con Teheran, alla luce della gestione iraniana dello Stretto di Hormuz fatta di minacce contro le navi in transito e pagamento di pedaggi. A dirlo è il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che ha criticato le condizioni di Teheran sulla rotta marittima che "non rappresentano una vera riapertura".
"Quello che intendono per apertura dello Stretto è: sì, lo Stretto è aperto a patto che vi coordiniate con l'Iran, otteniate il nostro permesso, oppure vi facciamo saltare in aria e ci pagate - ha detto Rubio a Fox News - Questa non è un'apertura. Si tratta di acque internazionali. Non possono normalizzare, e noi non possiamo tollerare che cerchino di farlo, un sistema in cui sono gli iraniani a decidere chi può accedervi".
Stessa visione anche in seno alle Nazioni unite, dove l'Organizzazione marittima internazionale ha ribadito la propria contrarietà a qualsiasi tipo di diritto di passaggio nello Stretto di Hormuz giacché "non esiste alcun fondamento giuridico per l'introduzione di tasse, dazi doganali o qualsiasi altro costo sugli stretti utilizzati per la navigazione internazionale".
Il capo dell'Agenzia Onu ha respinto con fermezza il raggiungimento di una soluzione che passi tramite pagamento di pedaggio aggiungendo poi che il piano di evacuazione dei 20.000 marinai bloccati su 1.600 navi nel Golfo potrà avvenire solo una volta la messa totale in sicurezza del passaggio,
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