Spari alla cena di Trump con i corrispondenti. "Melania ha capito subito il pericolo". Un arresto
Sono le 20.15 di sabato sera quando Donald Trump entra nella sala da ballo dell'hotel Hilton di Washington per la cena di gala con i corrispondenti dalla Casa Bianca. Duemilacinquecento gli invitati. L'aperitivo è appena servito quando si sentono colpi di arma da fuoco. "Pensavo fosse caduto un vassoio", rivelerà più tardi Trump. "Melania aveva già capito. Mi ha detto 'È un brutto rumore'. Lei è sempre attenta alla sicurezza". I sorrisi si trasformano in shock e paura. Il presidente si getta a terra e gli ospiti si riparano sotto i tavoli. Nella hall dell'albergo Cole Tomas Allen, insegnante trentunenne che arriva dalla California, ha saltato la barriera della security e, armato di pistola, fucile e coltelli, cerca di fare irruzione nel salone dove c'è il presidente degli Stati Uniti. Riesce a percorrere appena diciotto metri, esplode due soli colpi e viene bloccato dai servizi segreti. Un agente è centrato al petto ma il giubbotto antiproiettile fa da scudo. Nessuno resta ferito. L'immagine del prof ammanettato sul tappeto, con la camicia strappata, fa il giro del mondo. Il vicepresidente J. D. Vance è il primo ad essere portato via. Trump si abbassa sotto il tavolo, viene protetto dai poliziotti e poi fatto uscire con Melania dalla parte opposta. Il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy s'affaccia dal palco per capire cosa sta succedendo e viene trascinato fuori dagli uomini dell'Fbi. Anche i giornalisti della White House Correspondents Association, che ha organizzato l'evento, sono sotto i tavoli. C'è un attentato in corso e, siccome ognuno vuole essere il primo a documentarlo, poco a poco si rialzano, accendono telefonini e telecamere per "catturare" gli assalitori. L'attentatore è soltanto uno, già arrestato dal Secret Service. Per tentato omicidio. C'è chi pensa di far proseguire la serata ma alle 21.25 tutti a casa. O meglio, alla sala stampa della Casa Bianca perché il presidente ha appena convocato una conferenza.
"Una serata davvero movimentata a Washington. I servizi segreti e le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro fantastico. Hanno agito con rapidità e coraggio", afferma il presidente. "Forse ho rallentato il loro lavoro perché volevo vedere cosa accadeva. L'attentatore è stato subito arrestato". Poi spiega di aver raccomandato di "lasciare che lo spettacolo continuasse" e di proseguire con la cena, ma di aver poi lasciato la decisione alle forze dell'ordine, che hanno ordinato lo sgombero della sala e annullato l'evento". Evento che, giura lui, "verrà nuovamente organizzato", tra un mese. Fare il presidente? "Una professione pericolosa", risponde Trump alle domande dei giornalisti. É la terza volta che qualcuno viene sorpreso a tentare di sparargli. Dopo i colpi esplosi durante il comizio per la campagna elettorale nel 2024 a Butler, in Pennsylvania, che hanno ucciso uno spettatore e ferito altri, e l'agguato al campo da golf nel resort in Florida.
Intanto gli inquirenti, guidati dal procuratore generale Todd Blanche, ricostruiscono il percorso dell'attentatore. È arrivato dalla California a Washington in treno, trascinandosi dietro un borsone con le armi. Acquistate legalmente. La famiglia racconterà che Allen si esercitava regolarmente al poligono e sparava molto bene. Ma era ossessionato dall'amministrazione Trump, come scrive nel "manifesto d'addio" di 1.052 parole inviato ad un parente prima dell'assalto e da questi consegnato alla polizia. Sapeva di fare "un gesto orribile" e per questo nella lettera chiede perdono a tutti, spera di "non uccidere innocenti" ma dice chiaramente chi sono gli "obiettivi da colpire": politici e funzionari dell'amministrazione. Mette in conto di dover morire. Ma grazie all'intervento tempestivo degli 007 né lui né nessun altro perderà la vita.
"Ho studiato gli assassinii" e gli attentati contro le "persone che hanno l'impatto maggiore", sottolinea Trump citando Abraham Lincoln. "Mi dispiace dire di esserne onorato, ma ho fatto molto". Poi scherza affermando che se avesse saputo quanto fosse pericolosa la presidenza "forse non si sarebbe candidato". Intanto viene diffuso il profilo dell'assalitore, l'insegnante che vive a Torrance. Papà nero, mamma bianca, un fratello e due sorelle che nulla sospettano della sua "rabbia" (così la chiama lui) verso l'amministrazione Trump. Almeno fino a quando non abbandona la chiesa che frequenta e comincia a fare discorsi "strani". Secondo i media statunitensi lavora come professore part-time e pure come sviluppatore di videogiochi. Il profilo LinkedIn indica una laurea in ingegneria meccanica al California Institute of Technology nel 2017 e un master in informatica acquisito lo scorso anno. La casa di Allen viene perquisita e, al momento, non si esclude possa avere avuto complici. "È una persona con molto odio nel cuore", sottolineano gli investigatori dopo il rinvenimento del 'manifesto' dell'aggressore con messaggi anti-Trump e anti-cristiani. Un documento che Allen firma definendosi un "amichevole assassino federale". Il fratello del prof, riferisce la Casa Bianca alla Cnn, aveva avvisato il Dipartimento di polizia di New London, nel Connecticut, dell'agghiacciante foglio.
E fanno il giro del mondo anche i messaggi inviati da Capi di Stato e di governo a Trump. "Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al presidente, alla First Lady Melania, al vice presidente Vance. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie", afferma la premier Giorgia Meloni. "Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell'informazione". "Sollevata nell'apprendere che tutti i partecipanti alla cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca sono al sicuro. La violenza non ha posto in politica, mai", scrive la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen. A condannare l'attacco anche il premier spagnolo Pedro Sanchez: "L'umanità avanzerà solo attraverso la democrazia, la convivenza e la pace". Gli fa eco il primo ministro britannico Keir Starmer: "Qualsiasi attacco alle istituzioni democratiche e alla libertà di stampa deve essere condannato nei termini più forti possibili". "L'assalto armato mirato al presidente degli Stati Uniti è inaccettabile", aggiunge dall'Eliseo Emmanuel Macron, mentre per il cancelliere tedesco Friedrich Merz "la violenza non ha spazio in una democrazia: decidiamo a maggioranza, non con le armi".
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