Medio Oriente
Trump avvisa l'Iran: "Accordo o distruggeremo Kharg". La Spagna chiude lo spazio aereo agli Usa
"Gli Stati Uniti d'America stanno conducendo trattative serie con un nuovo regime, più razionale, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran. Sono stati compiuti grandi progressi". Ha esordito così, in uno dei suoi post sul social Truth il presidente Usa Donald Trump, ribadendo che i negoziati sono in corso. In poche righe, poi, è passato alle minacce: "Ma se per qualsiasi motivo non si dovesse raggiungere un accordo a breve - cosa che probabilmente avverrà - e se lo Stretto di Hormuz non venisse immediatamente 'aperto al traffico', concluderemo il nostro piacevole 'soggiorno' in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di desalinizzazione!), che volutamente non abbiamo ancora toccato".
I colloqui in corso, però, non sembrano aver coinvolto in maniera diretta l'Iran che, tramite il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, ha fatto sapere di non aver partecipato a nessun incontro di quelli organizzati in Pakistan per arrivare, insieme ad altri Paesi mediatori, a un accordo di pace. Anzi, sempre Baghaei, ha precisato che del "materiale" è stato trasmesso alle autorità iraniane con proposte di un accordo che però contenevano "richieste eccessive e irragionevoli".
Nel frattempo, Ankara ha fatto sapere che un missile "lanciato dall'Iran e penetrato nello spazio aereo turco, è stato neutralizzato dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato schierate nel Mediterraneo orientale". È il quarto dall'inizio della guerra. Sarebbe invece un'arma sconosciuta e mai testata sul campo, quella utilizzata dagli Stati Uniti durante il primo giorno di guerra per colpire una palestra e una scuola elementare vicino a una struttura militare nel sud dell'Iran. Secondo un'analisi del New York Times, si tratterebbe di un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile (PrSM), progettato per detonare appena sopra il bersaglio e disperdere piccoli proiettili di tungsteno. Restano invece di origine sconosciuta i proiettili che hanno ucciso 3 soldati indonesiani dell'Unifil nel sud del Libano. "Il costo umano di questo conflitto è troppo elevato. La violenza, come abbiamo già affermato, deve cessare", ha fatto sapere la forza di peacekeeping dell'Onu in una nota per denunciare l'ennesima violenza che il premier spagnolo Sanchez ha definito "una nuova linea rossa superata".
Leggi anche: Iran, pedaggio su Hormuz e ritiro dal Trattato nucleare. Le ipotesi che scatenano l'ira degli Usa
E proprio come aveva già anticipato lo stesso Sanchez, la Spagna ha chiuso completamente lo spazio aereo a qualsiasi volo che partecipi all'offensiva che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro l'Iran. Gli aerei militari impiegati nell'operazione 'Epic Fury' non potranno quindi usufruire delle basi di Morón e di Rota, né potranno sorvolare il Paese. "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Spagna, né di altri" è stato il commento di un funzionario americano. Potrà invece celebrare la Pasqua alla basilica del Santo Sepolcro in Terrasanta il Patriarca Latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, respinto domenica dalla polizia israeliana. Grazie a un accordo con il governo di Tel Aviv, la cerimonia potrà tenersi alla presenza di una ristretta comunità cristiana, mentre gli altri potranno seguirla in diretta streaming.
L'ambasciatore d'Israele in Italia, Jonathan Peled, è tornato sulla vicenda dopo essere stato convocato alla Farnesina. "Non si è trattato di una violazione della libertà di culto per il semplice motivo che né gli ebrei né i musulmani possono né potranno recarsi nella Città Santa di Gerusalemme mentre siamo sotto attacco missilistico iraniano", ha affermato. "Ogni incidente è un'occasione da cui imparare in seguito", ha poi precisato, "avremmo potuto agire tutti in modo diverso, magari anche le nostre forze di polizia, forse, però, il Patriarca è stato un po' avventato. Il Governo italiano si è affrettato a condannare l'accaduto. Credo che tutti abbiamo imparato la lezione". Le parole di Peled non sono però state condivise dalla Farnesina che ha precisato che "il Governo italiano ritiene assolutamente comprensibili e totalmente condivisibili le ragioni e le modalità di protesta che il cardinale Pizzaballa ha ritenuto di adottare e non ritiene che ulteriori commenti da parte di funzio