Iran, l'avvertimento della Shell: "Se la guerra continua carenza carburanti già entro aprile"
L'Europa potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di carburante entro aprile a causa della riduzione delle forniture da parte dell'Iran a causa della guerra. Lo afferma l'amministratore delegato di Shell Wael Sawan che avverte: "Ci saranno pressioni sui prezzi del diesel e della benzina se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto alle navi che trasportano petrolio e gas". Il capo della più grande compagnia petrolifera europea ha dichiarato che l'azienda sta collaborando con i governi per aiutarli ad affrontare la crisi di approvvigionamento dei carburanti, che ha già portato al razionamento in alcuni paesi asiatici. I prezzi del petrolio sono scesi a 100 dollari al barile, dopo aver raggiunto i massimi di circa 114 dollari all'inizio della settimana, a seguito delle notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero inviato ai leader iraniani un piano di pace in 15 punti.
Tuttavia, secondo Wael Sawan, "senza la ripresa delle forniture di greggio dal Golfo Persico agli acquirenti globali attraverso il cruciale canale di Hormuz, l'Europa potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di combustibili fossili entro poche settimane". La crisi, con mille petroliere bloccate nel Golfo e lo Stretto di fatto chiuso a causa del conflitto, è giunta ormai alla quarta settimana. "Ha già avuto ripercussioni sulle forniture di carburante per aerei, il cui prezzo è raddoppiato, e il diesel potrebbe essere il prossimo a risentirne, seguito dalla benzina con l'inizio della stagione estiva dei viaggi in auto negli Stati Uniti e in Europa", sottolineaSawan.
Il duro avvertimento ha fatto eco alle parole del ministro dell'Economia tedesco, Katherina Reiche, che ha affermato: "Se il conflitto continua potrebbe verificarsi una carenza di approvvigionamento energetico tra la fine di aprile e l'inizio di maggio". Aggiungendo che "la decisione della Germania di abbandonare gradualmente l'energia nucleare è stata un errore enorme" e che "maggiori importazioni di gas tramite navi cisterna super-refrigerate dall'estero rappresenterebbe una parte importante della soluzione".
Secondo il capo della società finanziaria statunitense BlackRock, Larry Fink,vla minaccia incombente per l'approvvigionamento energetico europeo potrebbe portare a una prolungata recessione economica globale se il prezzo del petrolio raggiungesse i 150 dollari al barile. In un'intervista alla Bbc ha affermato che se l'Iran continuasse a rappresentare una minaccia e i prezzi del petrolio rimanessero elevati "ciò avrebbe profonde ripercussioni sull'economia mondiale".
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