leader iraniano
Iran, Ali Larijani è morto. Raid di Israele nella notte, altra vittima eccellente
Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, è stato ucciso questa notte insieme al comandante dei Basij. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo aver ricevuto un aggiornamento in questo senso dall'Idf. Lo riportano i media israeliani. "Il capo di Stato maggiore mi ha appena informato che Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e Soleimani, capo dei Basij - l'apparato repressivo centrale iraniano - sono stati eliminati la scorsa notte", ha dichiarato Katz in un videomessaggio. Per ora non sono arrivate conferme della notizia da parte iraniana.
Ali Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12, secondo cui il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato inizialmente pianificato per la notte tra domenica e lunedì, ma è stato rimandato all'ultimo minuto. E ieri pomeriggio è arrivata l'informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui l'ordine di attaccare.
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Larijani, giusto ieri, ha fatto appello all'unità dei musulmani in un messaggio in sei punti diffuso tramite 'X' e "rivolto ai musulmani di tutto il mondo e ai governi dei paesi islamici”: “Gli Stati Uniti non sono affidabili e Israele è il nemico, manessun Paese islamico è al fianco del popolo iraniano. L’Iran resta determinato nella sua lotta contro gli Usa e Israele, ma non aspira all'egemonia sulla regione. C’è delusione per la mancanza di sostegno da parte dei paesi a maggioranza musulmana quando l'Iran è stato attaccato. Alcune nazioni si sono spinte ancora oltre, dichiarando l'Iran un loro avversario semplicemente perché ha preso di mira le basi americane, nonché gli interessi americani e israeliani, situati nei loro territori. Ma non ci si può aspettare che l'Iran resti inerte con le mani legate mentre le basi Usa si trovano nei paesi limitrofi. Lo scontro odierno è, in realtà, tra l'America e Israele da una parte, e l'Iran musulmano e le forze della resistenza dall'altra. Da che parte state, dunque? Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete benissimo che l'America non è leale e che Israele è, di fatto, vostro nemico”. Larijani ritiene che l'operazione israelo-americana è iniziata durante i negoziati sul nucleare con l'obiettivo di “smantellare l'Iran". Il messaggio si è concluso con un riflessione: "l'unità della nazione islamica, se pienamente realizzata, è in grado di garantire sicurezza, progresso e indipendenza a tutti i suoi paesi".
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Larijani, molto attivo sui social, poi aveva scritto un altro post: “Ho sentito dire che i membri rimasti della rete di Epstein abbiano ordito un complotto per provocare un incidente simile a quello dell'11 settembre e attribuirne la responsabilità all'Iran. L'Iran si oppone fermamente a tali piani terroristici e non è in guerra con il popolo americano”.