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Iran, Trump chiede agli alleati di inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz

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Foto: Lapresse 

Andrea Riccardi
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto alla Cina, al Regno Unito, alla Francia, al Giappone e alla Corea del Sud di inviare navi per tenere aperto lo Stretto di Hormuz, il passaggio largo appena 39 chilometri che permette alle petroliere di uscire dal Golfo Persico. L'appello del Capo della Casa Bianca fa capire che il "varco" sia al momento chiuso. "Molti Paesi, soprattutto quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra, in collaborazione con gli Stati Uniti d'America, per mantenere lo Stretto aperto e sicuro", ha scritto Trump sui social network. "Abbiamo già distrutto il 100% delle capacità militari dell'Iran, ma per loro è facile inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte, lungo questa via navigabile, non importa quanto gravemente siano stati sconfitti. Si spera che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri paesi, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino navi nella zona, in modo che lo Stretto di Hormuz non rappresenti più una minaccia da parte di una nazione che è stata completamente decapitata".

Non è dato sapere cosa abbiano risposto le nazioni invitate. Nel frattempo il presidente americano ha annunciato che "gli Stati Uniti bombarderanno senza sosta la costa e continueranno ad affondare imbarcazioni e navi iraniane: in un modo o nell'altro, presto avremo lo Stretto di Hormuz aperto, sicuro e libero". La risposta di Teheran è stata invece quella di bombardare Fujairah, uno dei più grandi complessi petroliferi del Medio Oriente e porto strategico degli Emirati Arabi Uniti e per il rifornimento di carburante delle navi. Grazie alla sua posizione di fronte all'Oman, le navi non sono obbligate ad attraversare lo Stretto di Hormuz per raggiungerlo. Ciò avviene mentre Teheran ha lanciato diversi attacchi contro navi che transitano attraverso lo strategico passaggio negli ultimi giorni. Attraverso lo Stretto nei primi undici giorni di marzo è passata appena una decina di petroliere. Nello stesso periodo del 2025 ne sono transitate più di 1.200. A dimostrare la notevole riduzione del traffico di carburanti dovuto alla guerra in Iran.

Secondo alcune fonti statunitensi il presidente Donald Trump ha respinto i tentativi degli alleati mediorientali di avviare negoziati diplomatici per porre fine al conflitto scoppiato il 28 febbraio scorso. L'Iran, da parte sua, ha respinto la possibilità di qualsiasi cessate il fuoco fino alla fine degli attacchi da parte di Usa e Israele.

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