Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Supernave «spia» nello Stretto di Hormuz. Così la Cina si avvicina al Golfo Persico

Esplora:

L'unità navale potrebbe aiutare Teheran. Arrivato in Arabia Saudita l'inviato speciale di Pechino

NICCOLÒ SALVATORI
  • a
  • a
  • a

Lo «spettatore» cinese sembra volersi avvicinare un po’ di più al Golfo Persico, dove la guerra all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele sta portando al rischio di una grave escalation nei Paesi del Golfo. Petrolio, gas nataurlae, energia sono del resto punti cruciali per Pechino che proprio ieri ha avanzato le sue prime due mosse: un inviato speciale a Riad e l’arrivo, contestuale della supernave spia.
«In qualità di importante paese impegnato nell'equità e nella giustizia, e in qualità di buon amico e partner dell'Arabia Saudita, la Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo ed è pronta a collaborare con Riad per coinvolgere tutte le parti e compiere sforzi incessanti per salvaguardare la pace e la stabilità nella regione del Golfo», la prima dichiarazione dell'inviato speciale cinese in Medioriente, Zhai Jun, dopo aver incontrato il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan. E mentre parlava, si dava notizia dell’arrivo nello Stretto di Hormuz della Liaowang-1, la supernave tecnologica cinese: 225 metri, 30.000 tonnellate di stazza, fa parte della flotta che assiste lo sviluppo e le missioni spaziali della Cina. Ha una capacità di raccolta e di elaborazione dati che si misura in migliaia di petabyte (un petabyte è un milione di gigabyte): può coprire con i suoi radar fino a 6.000 chilometri di distanza rilevando missili, basi di lancio, attività di aerei e portaerei. La sua capacità di raccolta di intelligence elettronica (ELINT) e monitoraggio di lanci stranieri consente lo spionaggio e il targeting di asset spaziali avversari, ma in questo caso è in grado di seguire e monitorare l'attività in corso nella guerra fra Usa-Israele e Iran. Non si sa see quante di queste informazioni saranno girate agli iraniani e soprattutto quali. Probabilmente la sorveglianza sarà dedicata a scopi difensivi, cioè il monitoraggio dei lanci di missili e delle pause fra un'ondata e l'altra. Informazioni più dettagliate (posizione delle navi e delle portaerei, ad esempio) potrebbero essere non fornite perché considerate «atto ostile», scatenando una reazione, a quel punto legittima, contro la nave, che viene scortata da un incrociatore e un cacciatorpediniere, ma non ha armi a bordo. 

Dai blog