Witkoff: "A Ginevra gli iraniani si sono vantati di poter costruire 11 bombe atomiche"
"Si sono vantati con noi di poter costruire undici bombe atomiche e lì abbiamo capito che i negoziati sarebbero stati difficili". Steve Witkoff, l'inviato degli Stati Uniti agli incontri a Ginevra per trattare con l'Iran lo smantellamento dell'apparato nucleare, ha rivelato i retroscena di quei colloqui. Apparsi, fin da subito, destinati a fallire. In Svizzera Witkoff si è recato con Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump e già artefice dell'accordo per la fine della guerra nella Striscia di Gaza. "In quel primo incontro, entrambi i negoziatori iraniani ci hanno detto direttamente, e senza vergogna, di controllare 460 chili di uranio arricchito al 60% e di essere consapevoli che ciò potrebbe produrre undici bombe nucleari", ha raccontato Witkoff in un'intervista a Fox News. "Erano orgogliosi di aver eluso ogni sorta di protocollo e di controllo per arrivare a un punto in cui avrebbero potuto realizzare l'atomica". E già in quel primo incontro "gli iraniani hanno insistito sul "diritto inalienabile" di arricchire il combustibile nucleare". "Abbiamo risposto che il presidente Trump ritiene che abbiamo il diritto di fermarvi", ha ricordato Witkoff. "Jared e io ci siamo guardati un po' perplessi e abbiamo detto: 'Ora ci troviamo davvero nei guai'".
Il racconto di Witkoff sembra concordare con i dettagli di un servizio dell'emittente televisiva americana Nbc secondo cui il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante l'incontro con gli inviati degli Usa, avrebbe ribadito gridando riguardo ai diritti dell'Iran all'arricchimento dell'uranio. Segno che nella "guerra dei dodici giorni", nel 2025, non tutti gli impianti nucleari bombardati dagli Stati Uniti erano stati distrutti. Secondo Witkoff il materiale fissile immagazzinato dall'Iran potrebbe essere trasformato in uranio di qualità militare nel giro di dieci giorni o poco più, a patto che gli impianti per l'arricchimento siano ancora operativi dopo i bombardamenti che dal 28 febbraio prendono di mira il paese. Molte di queste strutture sono sotterranee. Di qui il concentrarsi degli attacchi dell'aviazione israeliana e statunitense contro quelli che sembrano tunnel d'ingresso a tali impianti. Più di tremila sono gli obiettivi colpiti in una settimana di guerra, secondo Tel Aviv e Washington.
Witkoff ha sottolineato che Trump ha inviato lui e Kushner a tenere colloqui con l'Iran per raggiungere un'intesa in cui Teheran avrebbe dovuto accettare di eliminare il programma missilistico, cessare il sostegno ai suoi alleati, eliminare la marina "così da poter avere la libertà dei mari" e metter fine all'arricchimento dell'uranio. "Siamo andati lì e abbiamo cercato di raggiungere un accordo equo con loro, ed era molto, molto chiaro che sarebbe stato impossibile, probabilmente entro la fine del secondo meeting", ha aggiunto Witkoff. "Poi siamo tornati per il terzo incontro solo per fare un ultimo tentativo. Volevano che ne segnalassimo la positività. Non è stato affatto positivo quell'incontro".
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