Iran, il Qatar minaccia sull'energia e Riad avverte gli Ayatollah: "Blocchiamo i conti"
La guerra contro l'Iran continua ad allargarsi, con risvolti anche nel campo economico. Il ministro dell'energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha avvertito che il conflitto potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Uno scenario che "farà crollare le economie mondiali", minaccia Doha, che allarma i mercati come strumento di pressione politica.
Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando l'ipotesi di congelare miliardi di dollari di beni iraniani e recidere così una delle più importanti vie di comunicazione economiche di Teheran. La scelta, che arriva in risposta alle centinaia di droni e missili lanciati dagli Ayatollah sul suolo di Riad, comporterebbe una limitazione significativa dell'accesso alla valuta estera e alle reti commerciali globali.
Se gli Emirati decidessero di attaccare l'impero finanziario ombra dell'Iran, un obiettivo primario sarebbero i conti affiliati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Teheran ha destinato una quota crescente del suo petrolio all'Irgc, così come ad altre parti del complesso di difesa e sicurezza, per la vendita sul mercato internazionale. Oltre alle manovre finanziarie, i responsabili politici stanno anche considerando azioni marittime dirette, come il sequestro di navi iraniane. Tali azioni mirerebbero a paralizzare la flotta ombra iraniana di petroliere e intermediari che operano nei porti e sulle rotte marittime degli Emirati. La gurra economica scorre di pari passo a quella fatta di droni, missili e bombardamenti.
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