L'Islanda rallenta l'adesione all'Ue e propone un referendum per il 29 agosto
L'Islanda propone un referendum sulla ripresa dei negoziati di adesione all'Unione Europea. Il ministro degli Esteri islandese Katrín Gunnarsdóttir ha presentato una mozione per un referendum da tenersi il 29 agosto. Lo rende noto l'emittente televisiva statale Ruv. La bozza di risoluzione sarà sottoposta all'approvazione del parlamento la prossima settimana. Il primo ministro islandese Kristrún Mjöll Frostadóttir ha dichiarato che il referendum avrebbe deciso solo sulla riapertura dei negoziati di adesione con l'Ue, mentre l'accordo finale sarebbe stato poi sottoposto a un'altra votazione da parte della popolazione. Il modello offrirebbe una "doppia valvola di sicurezza", consentendo ai cittadini di esprimersi a favore dei colloqui per esplorare le opzioni disponibili, senza però impegnarsi ancora con l'adesione.
Il premier ha inoltre sottolineato che l'Islanda si trova in una "posizione completamente diversa" rispetto a quando ha presentato la domanda, nel 2009, e ha una posizione negoziale molto più forte. Il ministro Gunnarsdóttir ha affermato che se il referendum dovesse dare esito positivo, i colloqui potrebbero riprendere verso la fine dell'anno e si concentrerebbero principalmente sulle questioni più difficili relative alle risorse naturali. I leader islandesi hanno inoltre espresso preoccupazione per una possibile ingerenza straniera nel referendum. La maggioranza degli elettori è favorevole alla ripresa dei colloqui con Bruxelles. Secondo quanto riportato da Ruv, il sondaggio Gallup, condotto tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, ha rilevato che il 57% degli islandesi è favorevole alla ripresa dei colloqui, mentre poco più del 30% è contrario e il 12% è indeciso.
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