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Iran, la Spagna dice no a Trump: "Non saremo complici della guerra"

Foto: Ansa

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La Spagna non sarà "complice di qualcosa di negativo per il mondo", come la guerra in Iran, "semplicemente per paura di rappresaglie da parte di chiunque". Lo dice il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione ufficiale al Palazzo della Moncloa dopo le minacce rivolte a Madrid dal presidente Usa, Donald Trump.

 

 

 

"La posizione del governo spagnolo si riassume in quattro parole: no alla guerra". Ha detto Sanchez invitando a "non ripetere gli errori del passato". "Il mondo, l'Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un'altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l'effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino", ha affermato il leader spagnolo, sottolineando che la guerra in Iraq "ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell'energia e del costo della vita".

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